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Il Vespero

1. VESPERO DEL SABATO E DELLE FESTE

INTRODUZIONE

Dopo la 9° ora, il sacerdote ed il diacono, se presente, fatto l’inchino davanti al trono del vescovo, entrano nel Santuario dalle porte laterali dicendo ognuno tra sé: Entrerò nella tua casa e adorerò il tuo santo tempio nel tuo timore. Poi, fanno tre prostrazioni davanti alla Santa Mensa, e il sacerdote bacia il santo Vangelo e la Santa Mensa e il diacono solo la Santa Mensa. Quindi il sacerdote prendendo l’Epitrachilion, lo benedice e bacia sulla Croce del collo e lo indossa dicendo: Benedetto Dio, che effonde la sua grazia sui suoi sacerdoti come unguento profumato sul capo che scende sulla barba, la barba di Aronne, e scende fino all’orlo della sua veste. E aperte le Sante Porte, dice:

Benedetto il nostro Dio, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

IL SALMO INTRODUTTIVO E LE PREGHIERE

Il lettore o il chi presiede dice il Venite adoriamo e legge il Salmo Introduttivo 103, mentre il sacerdote, stando davanti alla Sacra Mensa, legge le preghiere del Lucernario.

Prima Preghiera

Signore, clemente e misericordioso, paziente e ricco di misericordia, accogli la nostra preghiera e attendi alla voce della nostra supplica. Fa per noi un segno verso il bene; guidaci sulla tua via per camminare nella tua verità. Allieta i nostri cuori nel timore del tuo santo nome, poiché tu sei grande e compi meraviglie. Tu sei il solo Dio e non vi è chi sia simile a te fra gli dei, o Signore, potente nella misericordia e buono nella forza per aiutare, consolare e salvare tutti coloro che sperano nel tuo santo nome. Poiché a te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Seconda preghiera

Signore, nel tuo sdegno non accusarci e nella tua ira non punirci, ma agisci con noi secondo la tua bontà, medico e curatore delle nostre anime. Guidaci verso il porto della tua volontà; illumina gli occhi dei nostri cuori nella conoscenza della tua verità; e concedici che il resto di questo giorno sia pacifico e senza peccato, come pure tutto il tempo della nostra vita, per l’intercessione della santa Madre di Dio e di tutti santi. Poiché tua è la potenza, tuo è il regno, la forza e la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Terza preghiera

Signore Dio nostro, ricordati di noi, peccatori ed inutili tuoi servi, nel nostro invocare il tuo santo nome e non disonorarci nell’attesa della tua misericordia, ma elargiscici Signore, tutto ciò che chiediamo per la salvezza; degnaci di amarti e di avere timore di te con tutto il nostro cuore e di compiere in tutto la tua volontà. Poiché tu sei Dio buono e amico degli uomini e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Quarta preghiera

Tu che sei celebrato con inni senza fine e con dossologie incessanti dalle sante schiere, riempi la nostra bocca della tua lode per dare magnificenza al tuo santo nome; e donaci parte ed eredità con tutti quelli che hanno timore di te nella verità e custodiscono i tuoi comandamenti, per l’intercessione della santa Madre di Dio e di tutti i tuoi santi. Poiché a te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Quinta preghiera

Signore, Signore, tu che sostieni tutto l’universo col tuo palmo immacolato, che sei paziente con tutti noi, che ti affliggi sulle nostre cattiverie, ricordati dei tuoi sentimenti di pietà e della tua misericordia, visitaci nella tua bontà e donaci di sfuggire per il resto del giorno presente, dalle varie macchinazioni del maligno, e custodisci incolume la nostra vita per la grazia del tuo santissimo Spirito. Per la misericordia e l’amore per gli uomini del tuo unigenito Figlio, con il quale sei benedetto, insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Sesta preghiera

Dio grande e meraviglioso, che con bontà indicibile e generosa provvidenza dirigi ogni cosa; Tu che ci hai donato i beni terrestri, che grazie ai beni che ci hai elargito, ci hai dato in pegno il regno promesso. Tu che ci hai fatto evitare ogni male anche nella parte trascorsa del giorno presente, donaci di portare a termine in modo irreprensibile, il tempo che ci rimane, davanti alla tua santa gloria, inneggiando a te, il solo Dio nostro, buono e amico degli uomini. Poiché tu sei il nostro Dio e noi rendiamo gloria a te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Settima preghiera

O Dio grande ed eccelso, che solo possiedi l’immortalità, abitando la luce inaccessibile; Tu che hai fatto tutta la creazione con sapienza, che hai separato la luce dalle tenebre, ponendo il sole a dominio del giorno e la luna e le stelle a dominio della notte; tu che hai reso degni noi peccatori, nell’ora presente di accostarci al tuo volto in confessione e di offrirti la dossologia serale. Tu stesso Signore amico degli uomini, eleva la nostra preghiera come incenso davanti a te e accoglila come profumo soave. Concedici pacifica la sera presente e la notte che si avvicina; rivestici con armi di luce; liberaci dalla paura notturna e da tutto ciò che brancola nel buio. Dacci il sonno, che hai donato a riposo per la nostra debolezza, libero da ogni fantasia diabolica. Sì, Sovrano di tutte le cose, elargitore di ogni bene, affinché, compunti anche sui nostri giacigli, ricordiamo nella notte il tuo nome e, illuminati dalla meditazione dei tuoi comandamenti, ci leviamo nell’esultanza dell’anima, per la glorificazione della tua bontà, offrendo preghiere e suppliche alla tua clemenza per i nostri propri peccati e per tutto il tuo popolo: visitalo con misericordia per intercessione della santa Madre di Dio. Poiché tu sei Dio buono ed amico degli uomini, e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Intanto il diacono, tenendo il proprio sticharion e l’orarion, si avvicina al sacerdote dicendo: Benedici Signore, lo Sticharion con l’Orarion. E mentre il sacerdote li benedice con Benedetto il Dio nostro, egli gli bacia la mano e li indossa.

LA LITANIA DI PACE

Terminata la lettura del Salmo introduttivo, il diacono, postosi davanti alla Porta Regale dice la grande supplica o litania di pace, e il coro risponde ad ogni invocazione con Kyrie, eléison. Non essendoci il diacono, tutte le sue parti vengono dette dal sacerdote davanti alla Sacra Mensa.

In pace preghiamo il Signore.

Per la pace che viene dall’alto, per la salvezza delle nostre anime, preghiamo il Signore.

Per la pace del mondo intero, per la stabilità delle sante Chiese di Dio e per l’unione di tutti, preghiamo il Signore

Per questa santa casa e per coloro che vi entrano con fede, devozione e timor di Dio, preghiamo il Signore.

Per i cristiani fedeli ed ortodossi, preghiamo il Signore.

Per il nostro Arcivescovo N…, per il venerabile presbiterio, per il diaconato in Cristo, per tutto il clero ed il popolo, preghiamo il Signore.

[Nei sacri monasteri maschili si aggiunge:

Per il nostro padre N…, ieromonaco, e per tutta la nostra fraternità in Cristo, preghiamo il Signore.

Nei sacri monasteri femminili si dice:

Per la nostra santa Igumena N…, monaca e per il suo seguito, preghiamo il Signore.]

Per i nostri governanti e per tutte le autorità civili e militari, preghiamo il Signore.

Per questa città (monastero o isola), per ogni (monastero) città e paese e per tutti coloro che vi abitano con fede, preghiamo il Signore.

Per la salubrità del clima, per l’abbondanza dei frutti della terra e per tempi di pace, preghiamo il Signore.

Per i naviganti, i viandanti, i malati, i sofferenti, i prigionieri e per la loro salvezza, preghiamo il Signore.

Per essere liberati da ogni afflizione, ira, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, intemerata, più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro : A Te, Signore.

Il sacerdote: Poiché a Te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il coro : Amen.

LA STICOLOGIA DEL SALTERIO

Poi il Lettore, postosi nel mezzo del tempio, e rivolto verso l’altare, legge la sera di sabato, l’intero primo Kathisma del Salterio, cioè il Beato l’uomo, nelle feste della Vergine, o nella memoria di una santo che si festeggia, solo la sua prima Stasi. Nei Vesperi delle feste del Signore, non si acclama il Salterio. Se tuttavia cadono di Domenica, si acclama l’intero primo Kathisma. Concluso il Kathisma, il diacono dice la piccola supplica.

Ancora e ancora, in pace preghiamo il Signore.

Il coro: Kyrie eleison.

Il diacono: Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, intemerata, più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro: A Te, Signore.

Il sacerdote ad alta voce:

Poiché Tua è la potenza, Tuo è il Regno, la forza e la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

SALMI DEL LUCERNARIO – INCENSAZIONE

Dopo la piccola supplica (o non essendoci stichi , subito dopo la litania di pace), i cori cantano i Salmi del Lucernaio, cioè il Signore, ho gridato a Te, con gli stichirà del giorno. Il diacono si porta verso il sacerdote e dice: Benedici Signore, l’incenso. Il sacerdote benedice dicendo: Benedetto il nostro Dio.

E dopo la benedizione, quando il coro canta la parola come incenso, il diacono incensa la Sacra Mensa e tutto il Santuario. Uscendo dalla Porta settentrionale, incensa le sante icone, tre volte ciascuna, il popolo e tutto il tempio. Rientrando incensa di nuovo le icone ed entrando nel Santuario dalla porta meridionale incensa nuovamente la Santa Mensa e coloro che sono nel Santuario.

L’ INGRESSO

Mentre si canta il Gloria, E ora, avviene l’ingresso, così come di seguito descritto. Fatto benedire l’incenso dal sacerdote, entrambi escono dalla porta settentrionale, preceduti dai ceroferai, e il diacono con il turibolo (o col Santo Vangelo, se è prevista la lettura del Vangelo) e seguito dal sacerdote. Scendendo da settentrione e poi verso il centro, si portano nel mezzo del tempio e il diacono dice: Preghiamo il Signore. Il sacerdote, chinato il capo, dice sottovoce la seguente preghiera:

PREGHIERA DELL’INGRESSO

Alla sera, al mattino e a mezzogiorno, ti lodiamo, ti benediciamo, ti rendiamo grazie e ti preghiamo, Sovrano di ogni cosa, Signore amico degli uomini. Eleva la nostra preghiera come incenso davanti a te, e non piegare i nostri cuori a parole o a pensieri perversi, ma liberaci da tutti coloro che attentano alle anime nostre. Poiché verso di Te, Signore, Signore sono rivolti i nostri occhi, e in Te abbiamo sperato: non ci confondere, o Dio nostro!

Poiché a Te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre Figlio e Spirito Santo,ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Quindi il diacono: Benedici , Signore, il Santo Ingresso.

Il sacerdote benedice dicendo:

Benedetto l’Ingresso dei Tuoi Santi, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il diacono: Amen.

E incensa dal suo posto la icona del trono vescovile e le altre icone, ognuna tre volte, ed il popolo attorno. Quando l’ingresso avviene col Vangelo, il diacono lo presenta al sacerdote , che lo bacia. Terminato il Gloria, il diacono facendo un segno di croce col turibolo (o alzando il Vangelo), dice ad alta voce:

Sapienza, in piedi!

E colui che presiede (o il lettore) dice lentamente:

L’INNO VESPERTINO DI RINGRAZIAMENTO

Luce gioiosa della santa gloria, * del Padre immortale, * celeste, santo, beato,* o Cristo Gesù. * Giunti al tramonto del sole, * scorgendo la luce della sera, *cantiamo il Padre, il Figlio, *e lo Spirito Santo, Dio. * E’ degno cantare Te in ogni tempo *con voci armoniose, * o Figlio di Dio, che dai la vita,* per questo il mondo ti da gloria!

Se vi prendono parte più sacerdoti, questi cantano il Luce gioiosa nel mezzo del tempio. Al momento delle parole giunti al tramonto del sole, il diacono, incensando le icone rientra nel Santuario. Dalle parole cantiamo il Padre, il Figlio, i sacerdoti, due a due, chinando il capo verso il trono, rientrano nel Santuario, ponendosi ognuno attorno alla Sacra Mensa, e terminano l’inno.

IL PROKIMENON E LE LETTURE

Completato l’inno, il diacono dalle Porte Regali, guardando verso il popolo, dice:

Prokimenon della sera.

E i cori cantano il prokimenon del giorno. Se vi sono molti sacerdoti, prima questi cantano il prokimenon e poi i cori.

PROKIMENA SECONDO IL GIORNO

Sabato sera: Modo 2 pl.

Il Signore regna* rivestito di splendore. Stic. Il Signore si è rivestito di forza e se ne è cinto.

Domenica sera: Modo 4 pl.

Ecco, ora benedite il Signore* voi tutti, servi del Signore.

Stic. Voi che state nella casa del Signore, negli atri della casa del vostro Dio.

Lunedì sera: Modo 4

Il Signore mi ascolterà* quando griderò verso di Lui.

Stic. Nell’ invocarti, mi hai ascoltato, Dio della mia giustizia, nella afflizione mi hai aperto.

Martedì sera: Modo 1

La tua misericordia, mi accompagnerà, Signore* tutti i giorni della mia vita.

Stic. Il Signore mi pascola, nulla mi mancherà, in un luogo verdeggiante, là mi ha fatto riposare.

Mercoledì sera: Modo 1 pl.

O Dio, per il tuo Nome salvami,* e per la tua potenza giudicami.

Stic. O Dio, ascolta la mia preghiera, intendi le parole della mia bocca.

Giovedì sera: Modo 2 pl.

Il mio aiuto viene dal Signore* che ha fatto cielo e terra.

Stic. Alzo gli occhi verso i monti; da dove mi verrà l’aiuto.

Venerdì sera: Modo grave

O Dio, tu sei il mio soccorso, la tua misericordia mi precederà.

Stic. Strappami dai miei nemici o Dio, e da quanti insorgono contro di me, riscattami

Stic. Ha reso stabile l’universo, così che non vacilli.

Poi, se vi sono letture, il lettore le legge nel mezzo del tempio. Per ogni lettura annuncia prima anche da dove sono tratte e il diacono, se le letture sono tratte dall’Antico Testamento dice: Sapienza, stiamo attenti!, se sono tratte dalle Lettere Apostoliche: Stiamo attenti, Sapienza, stiamo attenti!

LE SUPPLICHE

Dopo le letture (se non sono previste, allora subito dopo il prokimenon), il diacono esce e si pone nel suo solito posto e dice la Supplica intensa, a cui, ad ogni invocazione, il coro risponde Kyrie, eléison tre volte, e alla fine una volta.

Diciamo tutti, con tutta l’anima e con tutta la nostra mente, diciamo:

Signore onnipotente, Dio dei nostri Padri, noi ti preghiamo: ascoltaci ed abbi pietà.

Abbi pietà di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia, noi ti preghiamo: ascoltaci ed abbi pietà.

Ancora preghiamo per tutti i Cristiani fedeli ed ortodossi.

Ancora preghiamo per il nostro Arcivescovo (o Vescovo) N….,

Ancora preghiamo [per il nostro padre… ieromonaco / per la nostra santa Igumena… monaca] per i nostri fratelli, sacerdoti, ieromonaci, ierodiaconi, monaci e monache e tutta la nostra fraternità in Cristo.

Ancora preghiamo per la misericordia, la vita, la pace, la salute, la salvezza, la visita divina, il perdono e la remissione dei peccati dei servi di Dio, di tutti i cristiani fedeli e ortodossi, di coloro che abitano e che sono di passaggio in questa città (o in questo Monastero), per i fedeli, per i consiglieri, per i contribuenti e quelli che danno il loro aiuto a questa Santa Chiesa.

Ancora preghiamo per i beati e indimenticabili fondatori di questa santa Chiesa, (o di questo Santo Monastero) e per tutti i nostri padri e fratelli ortodossi defunti che qui ed in ogni parte del mondo riposano.

Ancora preghiamo per coloro che portano doni ed operano il bene in questo santo e venerato tempio, per coloro che qui prestano servizio e cantano, e per tutto il popolo qui presente che da te attende grande e copiosa misericordia.

(Ancora preghiamo per i nostri fratelli che hanno un compito e di tutti quelli che servono ed hanno servito in questo Santo Monastero.)

Il sacerdote dice la preghiera:

PREGHIERA DELLA SUPPICA INCESSANTE

Signore Dio nostro, accetta questa supplica incessante dai tuoi servi ed abbi pietà secondo la moltitudine della tua misericordia e invia i tuoi sentimenti di pietà su di noi e su tutto il tuo popolo, che da Te attende copiosa misericordia.

Ad alta voce:

Poiché tu sei Dio misericordioso ed amico degli uomini, e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il lettore o chi presiede leggono la seguente preghiera:

Rendici degni Signore in questa sera, di essere custoditi senza peccato. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri Padri, e lodato e glorificato è il tuo Nome nei secoli. Amen. Venga su di noi, Signore, la tua misericordia, perché in te abbiamo sperato. Benedetto sei tu, Signore, insegnami i tuoi ordinamenti. Benedetto sei tu, Sovrano, fammi comprendere i tuoi ordinamenti. Benedetto sei tu, Santo, illuminami con i tuoi ordinamenti. Signore, la tua misericordia è per sempre:non disprezzare l’opera delle tue mani. A te spetta la lode, a te spetta l’inno, a te spetta la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Quindi il diacono, dice le Petizioni e il coro risponde alle prime due suppliche con Kyrie, eléison, e poi alle altre con Concedi, Signore.

Compiamo la nostra preghiera serale al Signore.

Il coro: Kyrie, eleison.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi, e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

L’intera sera, perfetta, santa, pacifica e senza peccato, chiediamo al Signore.

Il coro: Concedi, Signore.

Un angelo di pace, guida fedele, custode delle anime e dei nostri corpi, chiediamo al Signore.

Il perdono e la remissione dei peccati e delle nostre colpe, chiediamo al Signore.

Ciò che é buono ed utile alle nostre anime, e la pace per il mondo, chiediamo al Signore.

Di trascorrere il resto della nostra vita nella pace e nella conversione, chiediamo al Signore.

Una fine cristiana della nostra vita, senza dolore e senza rimorso, pacifica ed una valida difesa dinanzi al tremendo tribunale di Cristo, chiediamo.

Facendo memoria della tuttasanta, intemerata, più che benedetta, gloriosa sovrana nostra Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro: A te, Signore.

Il sacerdote ad alta voce:

Poiché tu sei Dio, buono ed amico degli uomini, e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote, benedicendo il popolo: Pace a tutti.

Il coro: E al tuo spirito.

Il diacono: Chiniamo il nostro capo al Signore.

Il coro: A te, Signore.

Il sacerdote dice la preghiera seguente:

PREGHIERA DELLA INCLINAZIONE DELLA TESTA

Signore nostro Dio, che hai piegato i cieli e sei disceso per la salvezza del genere umano, volgi lo sguardo sopra i tuoi servi e sopra la tua eredità. A te infatti, tremendo giudice ed amico degli uomini i tuoi servi hanno chinato la testa e curvato il loro capo, non attendendo l’aiuto dagli uomini, ma aspettando la tua misericordia e bramando la tua salvezza. Custodiscili in ogni tempo, in questa serata e nella notte che si avvicina, da ogni nemico e da ogni azione malvagia del demonio, da vani pensieri e disegni perversi.

Ad alta voce:

Sia benedetta e glorificata la potenza del tuo regno, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Se non vi è Artoclasia, allora i cori cantano gli Aposticha e il diacono entra nel Santuario e depone i suoi paramenti.

LA PROCESSIONE CON L’ARTOCLASIA (secondo l’uso della parrocchie)

Se vi è Artoclasia, posti i pani nel centro del tempio, si canta un idiomelo della Litì della festa relativa, e il sacerdote con il diacono escono dal Santuario con ceri e turibolo e la icona della festa e fanno la processione dentro il tempio e si pongono nel centro di esso. Terminato l’idiomelo, il diacono dice:

Abbi pietà di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia, noi ti preghiamo: ascoltaci e abbi pietà.

Il coro: Kyrie, eléison. (tre volte dopo ogni invocazione)

Ancora preghiamo per i Cristiani fedeli ed ortodossi.

Ancora preghiamo per il nostro Arcivescovo N…, e per tutta la nostra fraternità in Cristo.

Ancora preghiamo per la misericordia, la vita, la pace, la salute, la salvezza, la visita divina, il perdono e la remissione dei peccati dei servi di Dio, di tutti i cristiani fedeli e ortodossi, coloro che abitano nelle città, (che sono di passaggio in questo monastero), per i fedeli, per i consiglieri, per i contribuenti e quelli che danno il loro aiuto a questa Santa Chiesa e per quelli che celebrano questa santa Festa.

Ancora preghiamo perché sia custodito questa città (monastero o isola) e questo paese e ogni città e regione, dalla peste, dalla carestia, dal terremoto, dalle inondazioni, dal fuoco, dalla spada, dall’invasione di stranieri, dalla guerra civile e dalla morte improvvisa: e perché il nostro Dio buono e amico degli uomini ci sia propizio, misericordioso e pronto al perdono; perché distolga e dissipi ogni ira e morbo suscitati contro di noi, ci liberi dalla Sua giusta e incombente minaccia e abbia pietà di noi.

Il coro: Kyrie, eléison. (40 volte ogni dieci e alla fine 3 volte)

Ancora preghiamo perché il Signore nostro Dio ascolti la voce della supplica di noi peccatori, e abbia pietà di noi.

Il sacerdote a voce alta:

Ascoltaci o Dio Salvatore nostro, speranza di tutti i confini della terra e di quelli che sono lontano sul mare: e benevolo, sii benevolo con noi o Sovrano, verso i nostri peccati e abbi pietà di noi. Tu sei infatti Dio misericordioso e amico degli uomini, e noi rendiamo gloria a Te: Padre, al Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote: Pace a tutti.

Il coro: E al tuo spirito.

Il diacono: Chiniamo il nostro capo al Signore.

Il coro: A te, Signore.

Mentre tutti sono a testa china, il sacerdote prega a gran voce:

Sovrano misericordiosissimo, Signore Gesù Cristo nostro Dio, per intercessione della intemerata Sovrana nostra, la Madre di Dio e sempre Vergine Maria; per la forza della preziosa e vivificante croce; per la protezione delle venerande e celesti potestà incorporee; per le suppliche del venerato e glorioso Profeta e Precursore Giovanni Battista; dei santi Apostoli gloriosi e degni di lode Pietro e Paolo, e di tutti i santi apostoli; dei nostri santi padri, i grandi gerarchi e maestri universali, Basilio il grande, Gregorio il teologo e Giovanni Crisostomo; dei nostri Padri tra i Santi Atanasio, Cirillo e Giovanni il Misericordioso, patriarchi di Alessandria; dei nostri santi padri Nicola, vescovo di Mira di Licia, Spiridione vescovo di Trimizunte, Nettario di Egina della Pentapoli e Ambrogio vescovo di Milano i taumaturghi; dei santi, gloriosi e vittoriosi megalomartiri Giorgio il Tropeoforo e Demetrio il Mirovlita, dei Santi martiri Policarpo, Caralampo ed Eleuterio; delle sante martiri Tecla, Barbara, Anastasia, Caterina, Ciriaca, Fotinì, Marina, Parasceve, Irene; dei santi e giusti progenitori di Dio Gioacchino e Anna; del nostro Santo…. di cui celebriamo la memoria e di tutti i Santi: Accogli benigno la nostra preghiera; concedici il perdono per le nostre trasgressioni; proteggici all’ombra delle tue ali; allontana da noi ogni nemico e avversario; dona pace alla nostra vita; Signore, abbi pietà di noi e del tuo mondo, e salva le anime nostre, perché sei Dio misericordioso, buono e amico degli uomini.

Il coro: Amen.

Quindi il sacerdote prende l’incensiere e incensa a forma di croce girando intorno ai pani; il diacono tiene una lampada e davanti a lui, chinando la testa. Mentre incensa in questo modo, il sacerdote canta:

Modo 1 pl.

Vergine Madre di Dio,* Salve, *o piena di grazia, Maria: * il Signore è con te. * Benedetta Tu sei tra le donne * e benedetto è il frutto del tuo seno,*

Il coro conclude: Poiché hai generato * il Salvatore delle nostre anime.

Il diacono: Preghiamo il Signore.

Il coro: Kyrie, eleison.

Il sacerdote, prendendo un pane, vi imprime una croce e recita ad alta voce questa preghiera, (se vi sono più sacerdoti tutti sostengono il pane):

PREGHIERA DELLA ARTOCLASIA

Signore Gesù Cristo Dio nostro, che hai benedetto i cinque pani del deserto e con essi hai saziato cinquemila uomini, benedici Tu stesso anche questi pani, il grano, il vino e l’olio: e moltiplicali in questa santa chiesa, (o in questo santo monastero) e nelle case di coloro che Ti festeggiano ed in tutto il tuo mondo, e santifica i tuoi servi fedeli che ne prenderanno. Poiché tu sei colui che benedice e santifica ogni cosa, Cristo Dio nostro e noi rendiamo gloria a te, insieme al tuo Padre senza principio e al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote , baciato il pane, canta:

Modo grave

I ricchi sono impoveriti * e affamati,* ma quelli che cercano il Signore* non mancheranno di alcun bene.

E questo viene ripetuto da entrambi i cori.

GLI APOSTICHA

Dopo l’Artoclasia il sacerdote e il diacono rientrano nel Santuario e i cori cantano gli Aposticha.

CANTICO DI SIMEONE – TRISAGIO – APOLITICHIA

Il sacerdote alla fine degli Aposticha dice la preghiera:

Ora lascia, o Sovrano, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola: poiché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli; Luce che si rivela alle genti e gloria del tuo popolo Israele.

Il lettore, postosi nel mezzo del tempio legge il Trisagio ecc. e alla fine bacia la mano di colui che presiede :

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi. (3 volte)

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Santissima Trinità, abbi pietà di noi, Signore, purifica i nostri peccati, Sovrano, perdona le nostre colpe, Santo, visita e guarisci le nostre infermità, a causa del tuo Nome.

Kyrie, eleison. (3 volte)

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come noi il rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal maligno.

Il sacerdote ad alta voce:

Poiché tuo è il regno, la forza e la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Quindi il coro canta gli Apolitichia.

CONGEDO

Se si è tenuta la Artoclasia, il diacono dice:

Preghiamo il Signore.

Il coro: Kyrie, eléison.

Il sacerdote benedice il popolo:

La benedizione del Signore e la sua misericordia, scendano su di voi per la sua grazia e per il suo amore per gli uomini, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Se non si è tenuta la Artoclasia, il diacono dice: Sapienza!

Il lettore: Benedici.

Il sacerdote: Lui che è benedetto, il Cristo Dio nostro, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il lettore o chi presiede: Amen. Confermi, il Signore Dio, la santa ed incorrotta fede dei cristiani fedeli ed Ortodossi, insieme a questa sua santa Chiesa (Monastero o città), nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote: Santissima Madre di Dio, salvaci.

Il lettore: Te più venerabile dei Cherubini, ed incomparabilmente più gloriosa dei Serafini, che senza corruzione partoristi il Verbo Dio, Te quale vera Madre di Dio, Ti magnifichiamo.

Il sacerdote: Gloria a Te, Cristo Dio, speranza nostra, gloria a Te!

Il lettore: Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. Kyrie, eleison (3 volte). Padre santo, benedici.

Il sacerdote, mentre il diacono sta all’esterno a destra e tiene l’Orarion come di consueto, legge il Congedo:

Il Risorto dai morti, (se è la sera di sabato) Cristo, nostro vero Dio, (o altra formula per la festa che ricorre) per l’intercessione della tuttapura e intemerata sua santa Madre; per la forza della preziosa e vivificante Croce; per la protezione delle venerabili celesti potestà incorporee; per le suppliche del venerato e glorioso Profeta e Precursore Giovanni Battista; dei santi e gloriosi apostoli degni di ogni lode e protocorifei Pietro e Paolo; dei santi, gloriosi e vittoriosi dei martiri; dei nostri santi padri teofori; dei santi e giusti progenitori di Dio, Gioacchino ed Anna, del nostro Santo… di cui celebriamo la memoria, e di tutti i santi: abbia pietà di noi e ci salvi, poiché è buono ed amico degli uomini.

E guardando verso la Icona di Cristo, dice:

Per le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci.

Il coro: Amen.

Il sacerdote: La Santa Trinità, Vi custodisca tutti.

Il coro: Amen. Colui che ci benedice e santifica, conservalo o Signore per molti anni.-

 

CONGEDI DELLE FESTE DEL SIGNORE

che si dicono in tutte le funzioni notturne e diurne e nella Divina Liturgia, fino alla apodosi di ciascuna festa.

Alla Nascita di Cristo

Colui che è nato in una grotta ed è stato posto in una mangiatoia per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio…

Alla Circoncisione

Colui che ha accettato di essere circonciso nella carne all’ottavo giorno per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio…

Alla santa Teofania

Colui che ha accettato di essere battezzato da Giovanni nel Giordano per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio…

Alla Presentazione

Colui che ha accettato di essere posto nella braccia del giusto Simeone per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio…

Alla Annunciazione

Colui che ha accettato di incarnarsi per opera dello Spirito Santo e della Vergine Maria, per noi uomini e per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio…

Alla Trasfigurazione

Colui che ha accettato di trasfigurarsi nella gloria sul monte Tabor, davanti ai suoi santi discepoli e apostoli, Cristo nostro vero Dio…

Alla Esaltazione della Croce

Il Risorto dai morti Cristo nostro vero Dio…

Alla Domenica delle Palme

Colui che ha accettato di sedersi sul dorso di un asino per la nostra salvezza, Cristo nostro vero Dio…

Dalla stessa Domenica sera fino al Grande Martedì

Venendo il Signore alla sua volontaria passione per la nostra salvezza, Cristo nostro cero Dio…

Al Grande Giovedì

Colui che per eccesso di bontà ha indicato l’umiltà quale via eccellente, lavando i piedi ai discepoli, e che si è abbassato per noi sino alla croce e al sepolcro, Cristo nostro vero Dio…

Alla funzione della Santa Passione e delle Grandi Ore del Grande Venerdì

Colui che per la salvezza del mondo ha sopportato sputi, flagelli, schiaffi, croce e morte, Cristo nostro vero Dio…

Al Grande Venerdì al Vespero e al Grande Sabato al Mattutino

Colui che ha accettato nella carne per noi uomini e per la nostra salvezza la tremenda passione, la croce vivificante e la volontaria sepoltura, Cristo nostro vero Dio…

Al Grande Sabato alla Liturgia, alla Domenica di Pasqua fino alla apodosi e tutte le domeniche dell’anno

Il Risorto dai morti, Cristo nostro vero Dio…

Al Giovedì dell’Ascensione

Colui che è asceso nella gloria ai cieli per noi e siede alla destra di Dio e Padre, Cristo nostro vero Dio…

Alla Domenica di Pentecoste

Colui che ha inviato dal cielo in forma di lingue di fuoco il Santissimo Spirito sui suoi santi discepoli e apostoli, Cristo nostro vero Dio…

Nelle Domeniche seguenti le feste di Natale, Teofania e Trasfigurazione dopo il congedo caratteristico della festa si aggiunge: e risorto dai morti… Nelle feste della Circoncisione, Presentazione e Annunciazione, quanto nella giornata della festa, se cade di Domenica, quanto nelle Domeniche post-festa, si aggiunge: e risorto dai morti… Nella Domenica seguente la festa della Ascensione, e dei Santi Padri del Primo Concilio Ecumenico, il congedo si fa così: Il Risorto dai morti e asceso nella gloria…

 

2. VESPERO DEI GIORNI FERIALE

(senza ingresso)

Dopo la 9° ora, il sacerdote dice il Benedetto e mentre si legge il Salmo Introduttivo, legge davanti alla Santa Mensa le preghiere del Lucernario. Completati i salmi, dice la Invocazione di Pace e la esclamazione: Poiché a Te spetta ogni gloria… Poi (il lettore legge il kathisma proprio del Salterio, e dopo il sacerdote dice la piccola supplica e la esclamazione: Poiché tua è la potenza… La Domenica sera non si legge il Salterio, ma subito dopo le Invocazioni di pace) si canta il Signore a Te ho gridato con gli stichirà del giorno. Cantando il Si elevi, il sacerdote incensa portando solo l’epitrachilion. Dopo il Gloria, e ora, si dice subito, senza ingresso, il Luce gioiosa.Quindi il sacerdote esclama: Prokimenon della sera e i cori cantano il prokimenon del giorno, e subito dopo, colui che presiede (o il lettore) dice il Rendici degni Signore. Il sacerdote dice le Petizioni e la preghiera della inclinazione della testa e poi la esclamazione: Sia benedetta e glorificata… e i cori cantano gli Aposticha. Terminati questi, chi presiede (o il sacerdote) dice il Ora lascia, poi il lettore il Trisagio ecc., e il sacerdote la esclamazione: Poiché Tuo è il Regno… E i cori cantano gli apolitichia. Dopo gli apolitichia, il sacerdote dice la supplica intensa, iniziando da Abbi pietà di noi o Dio… e poi la esclamazione: Poiché Tu sei Dio misericordioso…, guardando verso il popolo dice: Sapienza. Lui che è benedetto… e fa il congedo come nel Vespero del sabato senza il Il Risorto dai morti.

 

3. VESPERO DELLE DOMENICHE DELLA GRANDE QUARESIMA

La Domenica dei Latticini e le restanti Domeniche della Grande Quaresima, dopo il Salmo Introduttivo e la litania di pace, direttamente, senza stinchi dal Salterio, si canta il Signore a Te ho gridato con i suoi stichirà. Mentre si cantano questi, il sacerdote, rivestito di epitrachilion e felonion da lutto incensa, fa poi l’ingresso col turibolo e poi chi presiede (o il lettore) dicono il Luce gioiosa. Il sacerdote: Prokimenon della sera. E i due cori cantano il grande prokimenon Non rigettare il tuo volto o Hai dato in eredità. Poi il sacerdote dice la Supplica, la sua preghiera e la esclamazione: Poiché Tu sei Dio misericordioso e amico degli uomini…. Colui che presiede (o il lettore) il Rendici degni o Signore, e di seguito il sacerdote le Petizioni e la preghiera della Inclinazione della testa e si cantano gli aposticha. Dopo il Ora lascia, ed il Trisagio i cori cantano i tropari: Vergine Madre di Dio…, Battista di Cristo…ecc., ed il lettore dice 40 volte il Kyrie, eléison, Gloria, e ora, Più onorabile, Nel nome del Signore, Padre benedici.Il sacerdote: Colui che è benedetto… e chi presiede (o lo stesso sacerdote) dice: Re celeste. E facciamo tre grandi inchini (metanie) dicendo tutti la preghiera di Sant’Efrem: Signore e Sovrano della mia vita… E subito il sacerdote: Gloria a Te, Cristo Dio… ed il grande congedo. Prima del Per le preghiere, si canta l’inno alla Vergine: Tutto proteggi o Buona… e i fedeli baciano le sante icone e la mano del sacerdote chiedendo perdono. Secondo quest’ordine si celebra anche il Vespero della Domenica delle Palme alla sera, ma dopo il Ora lascia, si canta il triodio Giuseppe il saggioecc. e dopo il Trisagio , il Vergine Madre di Dio ecc.. Prima del Per le preghiere, di canta l’inno alla Croce e alla Vergine: O Cristo…

 

4. VESPERO DEI GIORNI FERIALI DELLA GRANDE QUARESIMA

(se non si celebra la Liturgia dei Doni Presantificati)

Dopo il Salmo introduttivo e la litania di Pace (si legge il 18° kathisma del Salterio, ossia il Verso Te Signore , intero e senza alcuna esclamazione nel mezzo, dopo di che il sacerdote dice la piccola supplica e la esclamazione: Poiché tua è la potenza…),poi mentre si canta il Signore a Te ho gridato, il sacerdote incensa secondo l’ordine consueto, portando un epitrachilion da lutto. Dopo il Gloria, e ora, non c’è ingresso, ma direttamente colui che presiede (o il lettore) dice il Luce gioiosa. Il sacerdote la esclamazione: Della sera. E il lettore: Prokimenon, Modo (il proprio). Salmo (relativo). E si dicono i prokimena e le letture del giorno. Poi colui che presiede (o il lettore) il Rendici degni o Signore. Il sacerdote dice le Petizioni e la preghiera della Inclinazione della testa. E si cantano gli aposticha.. Dopo il Ora lascia ed i Triasagio, i cori cantano i tropari: Vergine Madre di Dio, ecc. Poi il lettore Kyrie, eléison 40 volte, Gloria, e ora, Te più onorabile, Nel nome del Signore, Padre benedici. Il sacerdote: Colui che è benedetto, Cristo Dio nostro…E colui che presiede (o i sacerdote) il Re celeste… Facciamo poi tre grandi inchini con la preghiera di Sant’Efrem Signore e Sovrano della mia vita… Poi il lettore il Trisagio, ecc. e il sacerdote: Poiché tuo è il Regno. Il lettore Kyrie, eléison 12 volte e la preghiera Santissima Trinità, potenza consustanziale… Il Sia benedetto il nome del Signore tre volte e il salmo 33: Benedirò il Signore in ogni tempo… Gloria, e ora, Kyrie, eléison tre volte. Padre Santo, benedici. E il sacerdote: Gloria a Te, o Cristo Dio… e il grande congedo.

 

5. VESPERO DI PASQUA E DELLA SETTIMANA DEL RINNOVAMENTO

Nella Santa e Grande Domenica di Pasqua il sacerdote rivestito di paramenti spendenti e tenendo nella mano sinistra la croce con una candela e in quella sinistra il turibolo, incensa la Sacra Mensa e canta:

Gloria alla santa, consustanziale, vivificante ed indivisibile Trinità, in ogni tempo e ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote incensando la Sacra Mensa canta il Cristo è risorto tre volte e il coro ogni volta lo completa dalle parole ai giacenti nei sepolcri. Poi il sacerdote incensa ogni angolo della Sacra Mensa e la Preparazione, accompagnato dai versetti sottostanti e dopo ognuno di essi, i cori cantano il Cristo è risorto.

a. Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici e fuggano dal suo volto quelli che lo odiano.

b. Come svanisce il fumo, svaniscano; come si scioglie la cera alla vista del fuoco.

c. Così scompariranno i peccatori dal volto di Dio e i giusti si rallegrino.

d. Questo è il giorno che ha fatto il Signore, esultiamo e rallegriamoci in esso.

e. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

f. E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Alla fine il sacerdote esce dalla Porte Regali incensando da lì le icone e il popolo, cantando a voce alta: Cristo è risorto dai morti * e con la morte ha calpestato la morte. E il coro: dando la vita ai giacenti * nei sepolcri. Poi il diacono dice la Litania di Pace e il sacerdote la esclamazione: Poiché a Te spetta ogni gloria. E si canta il Signore a Te ho gridato, con gli stichi del giorno. Il sacerdote incensa tutto il tempio tenendo la croce con la candela. L’Ingresso si fa con il Vangelo e dopo il Luce gioiosa, ed il grande prokimenon Qual Dio è grande, dice: Il diacono: E per essere resi degni di ascoltare il Santo Vangelo, supplichiamo il Signore Dio nostro. Il coro: Kyrie, eléison. Tre volte. Il diacono: Sapienza, in piedi; ascoltiamo il Santo Vangelo. Il sacerdote: Pace a tutti. Il coro: E al tuo spirito. Il sacerdote: Lettura del Santo Vangelo secondo Giovanni. Il diacono: Stiamo attenti. Il coro: Gloria a Te Signore, gloria a Te! E il sacerdote legge il Vangelo: La sera di quello stesso giorno…fino a non crederò. Il coro: Gloria a Te, Signore, gloria a Te! Poi il diacono la Supplica e il sacerdote la preghiera e la esclamazione: Poiché Tu sei Dio misericordioso…. Colui che presiede: Rendici degni, o Signore…, il diacono le Petizioni e il sacerdote ad alta voce: Poiché Tu sei Dio buono… e la preghiera della inclinazione della testa. E i cori cantano gli aposticha. Gloria, e ora. E’ il giorno della Resurrezione e il Cristo è risorto tre volte. Poi il diacono: Sapienza.

Il lettore: Benedici.

Il sacerdote: Colui che è benedetto, Cristo Dio nostro in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Il coro: Amen. Colui che presiede: Conferma o Signore Dio… Il sacerdote: Santissima Madre di Dio, salvaci Tu. Il lettore: Illumina, illumina…. Il sacerdote: Gloria a Te, Cristo Dio, speranza nostra, gloria a Te! Il lettore: Gloria, e ora. Kyrie,eléison tre volte. Padre Santo, benedici! E il sacerdote fa il grande congedo: Il Risorto dai morti. E alla fine, alzando la candela dice: Cristo è risorto! E il popolo risponde: E’ veramente risorto! Questo si ripete tre volte. Poi il sacerdote: Gloria alla Sua Resurrezione il terzo giorno. E il popolo: Adoriamo la sua Resurrezione il terzo giorno. E alla fine il sacerdote il Cristo è risorto intero, al posto di Per le preghiere. Il coro e tutto il popolo: Veramente è risorto il Signore.

* * *

Secondo quest’ordine, si celebra il Vespero durante tutti i giorni della Settimana del Rinnovamento e alla apodosi di Pasqua. Non essendoci letture del Vangelo, l’ingresso si fa con il turibolo e subito dopo il prokimenon, si dice la Supplica e le restanti parti del Vespero, come specificato sopra.

 

ORDINE DELLA COROSTASIA EPISCOPALE NEL VESPERO INGRESSO DEL VESCOVO

Quando i Vescovo fa la corostasia al Vespero, entra nel tempio prima dell’inizio della Funzione, portando l’epicalimafion e l’ engolpion. Al nartece indossa il mandìas vescovile e riceve dal primo nell’ordine dei sacerdoti il bastone pastorale e poi entra in chiesa preceduto dai diaconi e dai sacerdoti. Si ferma nel mezzo del tempio, all’altezza del trono e fa tre prostrazioni e benedice il popolo, mentre i cori cantano lentamente Is pollà èti, Dèspota (Per molti anni, Signore), e si reca al trono e bacia la icona del Signore lì posta.

INIZIO

Quindi il primo nell’ordine dei sacerdoti con i diacono fanno un inchino e baciano la mano destra del vescovo e presa da lui la benedizione entrano nel Santuario dicendo tra sé il Entrerò nella tua casa… ecc. e il sacerdote bacia il Sacro Vangelo e la Santa Mensa, mentre il diacono solo la Santa Mensa. Poi il sacerdote indossa l’epitrachilion dicendo il: Benedetto Dio, che effonde la sua grazia… e aperte le Porte Regali, esclama: Benedetto il nostro Dio …

SALMO INTRODUTTIVO – LITANIA – “SIGNORE HO GRIDATO”

Il vescovo: Amen. E legge il Salmo Introduttivo, o tutto o fino all’inizio degli Anixantaria, se poi è previsto il loro canto. E il sacerdote, stando davanti alla Santa Mensa, legge le preghiere del Lucernario. Terminato il Salmo Introduttivo, il diacono dice la Litania di Pace e il sacerdote la esclamazione: Poiché a Te spetta ogni gloria… Dopo la lettura del relativo Kathisma del Salterio, il diacono dice la piccola supplica. Ancora e ancora in pace ecc. e il sacerdote la esclamazione: Poiché Tua è la potenza… Allora il Canonarca postosi davanti al trono e facendo un inchino, esclama: Ordina, Signore Santo, Modo (il proprio). E facendo di nuovo un inchino e baciata la mano destra del vescovo, torna al suo posto. E i cori cantano il Signore ho gridato con gli stichirà del giorno.

LA INCENSAZIONE

Al Si elevi, il diacono si porta col turibolo dal vescovo e dice: Benedici, Signore, l’incenso. E il vescovo lo benedice dicendo: Benedetto il nostro Dio… Poi il diacono incensato tre volte il vescovo, rientra nel Santuario e incensa secondo l’ordine la Santa Mensa e la Preparazione. Riuscendo nel tempio, incensa le sante icone ognuna tre volte, poi il vescovo nove volte e di seguito tutto il popolo. Rientrando di nuovo incensa ancora nove volte il vescovo, le sacre icone ed entrando nel Santuario, la Santa Mensa, la Preparazione e tutti coloro che vi sono dentro. Se a incensare sono due diaconi, presa la benedizione dal vescovo, lo incensano tre volte insieme. Entrati nel Santuario, si pone il primo davanti alla Santa Mensa e il secondo dietro ad essa e incensano a forma di croce, e anche la Preparazione. Usciti nel tempio incensano insieme le sante icone e nove volte il vescovo. Di seguito poi si separano incensando uno la parte destra del tempio e l’altro la sinistra. Rientrando poi, di nuovo insieme incensano il vescovo e le icone ed entrando nel Santuario, il primo si pone davanti alla Santa mensa e il secondo dietro ad essa e incensano a forma di croce. Poi uno incensa quelli che sono nella parte sinistra dell’altare e l’altro la Preparazione e quelli che sono nella parte destra. Alla fine si incensano l’un l’altro e depongono i turiboli.

L’INGRESSO

Cantando il E ora.. avviene l’ingresso col turibolo secondo l’ordine abituale. E quando giungono nel mezzo del tempio all’altezza del trono, chinano il capo e il diacono dice: Preghiamo il Signore. Il vescovo dice sottovoce la preghiera dell’ingresso: Alla sera, al mattino a mezzogiorno… Il diacono: Benedici, Signore, il santo Ingresso. Il vescovo benedicendo: Benedetto l’ingresso dei tuoi santi… E il diacono incensando il vescovo, le icone e il popolo, esclama: Sapienza, in piedi!. E Incensando rientra nel Santuario e incensa anche il sacerdote, il quale chinato il capo al vescovo, rientra pure lui nel Santuario. Il vescovo dice il Luce gioiosa. Qualora vi prendessero parte molti sacerdoti, essi prendono la benedizione dal vescovo e entrando nel Santuario baciano la Santa Mensa e indossano epitrachilion e felonion. Durante l’ingresso, si pongono ognuno vicino al trono e dopo il Sapienza, in piedi!, cantano il Luce gioiosa e il prokimenon, seguendo il vescovo. Poi a due a due, chinando il capo verso il vescovo, rientrano nel Santuario.

LETTURE – SUPPLICHE

Di seguito si leggono le letture, se previste. Poi il diacono canta la supplica: Diciamo tutti ecc. ed il sacerdote dice la preghiera di supplica e la esclamazione: Poiché Tu sei Dio misericordioso e amico degli uomini… Il vescovo dice il: Rendici degni, o Signore… Il diacono le Petizioni e il sacerdote la esclamazione: Poiché Tu sei Dio buono e amico degli uomini… Il vescovo benedice, dicendo: Pace a tutti. Il diacono: Chiniamo il nostro capo al Signore., e il vescovo legge la preghiera della inclinazione della testa: Signore Dio nostro, che hai piegato i cieli… e il sacerdote la esclamazione: Sia benedetta e glorificata la potenza…

LA ARTOCLASIA

Se vi è la artoclasia, essa di celebra secondo l’ordine indicato, ma i diaconi ed i sacerdoti stanno attorno al trono, come durante l’ingresso. Il diacono dice le suppliche previste (se vi sono due diaconi, esse vengono dette alternativamente) e il vescovo, indossato epitrachilion e omoforion dice il Ascoltaci o Dio… Pace a tutti, Sovrano misericordiosissimo. Poi il primo dei sacerdoti incensa a croce i pani, cantando il Vergine, Madre di Dio. Allorché il diacono dice: Preghiamo il Signore., il vescovo dice la preghiera della artoclasia benedicendo i pani e poi canta con i sacerdoti il I ricchi sono impoveriti… I cori lo riprendono, cantandolo alternativamente e di seguito cantano gli aposticha, mentre i sacerdoti e i diaconi rientrano nel Santuario.

RIGUARDO AL CONGEDO

Dopo gli aposticha il vescovo dice il Ora lascia. Il lettore, ponendosi nel mezzo del tempio dice: Is pollà èti, Despota! (Per molti anni, Signore), il Trisagio e facendo un inchino, bacia la mano del vescovo. Il sacerdote dice il Poiché Tuo è il Regno… e i cori cantano gli apolitichia. Dopodiché se vi si è tenuta la artoclasia, il diacono dice: Preghiamo il Signore. E il vescovo, benedicendo il popolo dice: La benedizione del Signore e la sua misericordia scendano su di voi… Il sacerdote: Gloria a Te, Cristo Dio… Il lettore: Gloria, e ora. Kyrie, eléison tre volte, Signore Santo, benedici! E il sacerdote dalle Porte Regali esclama il congedo. Verso la fine di esso il vescovo benedice il popolo con la Venerata Croce, mentre i cori cantano: Il Signore e Sommo Sacerdote nostro… Poi il vescovo dal trono esclama: Per le preghiere dei nostri Santi Padri… e il sacerdote dalle Porte Regali: Per le preghiere del nostro Santo Pastore… I cori e tutto il popolo: Amen.

Se non vi si è tenuta la artoclasia, il diacono dice: Sapienza! Il sacerdote: Lui che è benedetto, il Cristo… Il vescovo: Confermi il Signore Dio… Il sacerdote: Gloria a Te Cristo Dio… E poi il resto come sopra.

 

L’UFFICIO DI MEZZANOTTE

1. LA MEZZANOTTE DEI GIORNI FERIALI

L’Ufficio di mezzanotte dei giorni feriali si celebra nei monasteri nel nartece, mentre nelle altre chiese si celebra nel tempio stesso. Il sacerdote, portando l’epitrachilion e stando davanti alle Porte Regali, che sono chiuse, dice: Benedetto il nostro Dio…. Il lettore: Amen. Colui che presiede (o il sacerdote): Gloria a Te, o Dio… Re celeste… Il lettore il Trisagio e le restanti parti della Mezzanotte, come sono previste nell’Orologion. Il sacerdote dice dopo ogni Trisagio il: Poiché Tuo è il Regno…, come anche il Dio abbia pietà di noi… La preghiera: Sovrano Dio, Padre onnipotente…è detta da colui che presiede (o dal sacerdote) e le restanti preghiere il sacerdote o il lettore.

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Dopo le ultime preghiere di dicono con voce dolce i tropari catanictici: Abbia pietà di noi… Gloria…Signore, abbi pietà di noi… E ora… Apri le porte della tua clemenza… Dicendo l’ultimo tropario, si apre la tenda delle Porte Regali e stando davanti ad esse, dice la supplica: Abbi pietà di noi… Ancora preghiamo perché sia custodito… Ancora preghiamo perché il Signore… Ascoltaci o Dio… _______________________________________

Alla fine il lettore dice: Gloria, E ora. Kyrie, eléison tre volte, Padre Santo, benedici. E il sacerdote rivolto verso occidente, fa il piccolo congedo e poi dice: Preghiamo per la pace del mondo… e alla fine: Per le preghiere….

2. LA MEZZANOTTE DELLA DOMENICA

Il sacerdote stando davanti alle Porte Regali chiuse, dice: Benedetto il nostro Dio… E colui che presiede dice il Re celeste…il lettore il Trisagio ecc. e il sacerdote: Poiché tuo è il Regno… E di nuovo il lettore Kyrie, eléison (12x), Gloria, E ora. Venite adoriamo… e il Salmo 50. Quindi si canta il canone trinitario del Modo corrente e dopo la IX Ode, i megalinari trinitari: E veramente degno inneggiare la Trinità… Se coincide con una festa della Vergine o con la memoria di un Santo, essendoci la litì, dopo il canone sia cantano prima gli idiomeli della litì e poi i megalinari trinitari. Poi il lettore il Trisagio, l’ ypakoì del Modo (o l’apolytikion della festa), il Kyrie, eléison (40 volte). Gloria. E ora. Più onorabile…Nel Nome del Signore… Il sacerdote: Il Signore abbia pietà di noi… E fa il piccolo congedo , dicendo: Il Risorto dai morti, Cristo nostro vero Dio… E il Preghiamo per la pace del mondo… e alla fine: Per le preghiere….

3. LA MEZZANOTTE DELLE FESTE

Nelle feste del Signore, in qualsiasi giorno esse cadano, e nelle feste mariane o di qualche santo, al di fuori della Domenica, si tiene l’Ufficio di Mezzanotte secondo l’ordine sopra esposto per la domenica, ma al posto del canone trinitario, si canta la litì della festa, e al posto dell’idiomelon, si dice il suo apolitikion.

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