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Le Funzioni con un Vescovo

LITURGIA ARCHIERATICA
Quando celebra un vescovo


          Al termine della dossologia, il primo dell’ordine dei sacerdoti, chinato il capo al Vescovo, entra dalla Porta Regale nel Santuario nel solito posto, e inizia la Divina Liturgia.

          Al Piccolo Ingresso il Vescovo scende dal trono e si pone nel centro della Chiesa e canta il Canto di Ingresso. Verso la fine di questo canto, il vescovo, tenendo il dikiro-trikiron benedice il popolo, mentre il coro canta: Is pollà èti, Dèspota! (Per molti anni, Signore)
Ed il Salva noi, Figlio di Dio… viene ripreso dal clero o dal popolo. Il Vescovo entra nel santuario, seguito dai sacerdoti, secondo l’ordine, prende il turibolo e cantando l’apolitichion previsto dal Typikon, incensa la Sacra Mensa tutta attorno, poi le Sante Icone ed il popolo, rientra mentre il coro canta lo stesso apolitikion (o altro se previsto).

          Il coro canta l’apolitichion della Chiesa, mentre il Vescovo canta il kontakion, che viene terminato dal coro di sinistra.
Il diacono:
Preghiamo il Signore.
Il vescovo: Poiché tu sei Santo, Dio nostro… (la conclusione della esclamzione viene fatta dal diacono, rivolto verso il popolo:
          E nei secoli dei secoli.

E inizia il coro l’Inno Trisagio mentre il Vescovo legge sommessamente la preghiera dell’Inno Trisagio.

          Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi.

La I°  volta lo canta il coro di destra,
La II°  volta lo canta il coro di sinistra,
La III°  volta lo canta il Vescovo,
La IV°  volta lo canta il coro di destra,
La V°  volta lo canta il Vescovo.

Il Gloria... il coro di sinistra,
Ora e sempre... il coro di destra,

          Santo Immortale, abbi pietà di noi. il coro di sinistra.

          Quindi i celebranti dal dentro il santuario, cantano l’inno trisagio in quattro parti, SANTO DIO / SANTO FORTE / SANTO IMMORTALE / ad ogni parte il Vescovo benedice con il dikiron –trikiron, dicendo tre volte:

          Signore, Signore, osserva dal cielo e vedi, e visita questa vigna e istruiscila, che la tua destra ha piantato.

Il coro a ogni invocazione: Amen.

E i concelebranti concludono con ABBI PIETA’ DI NOI. Il Vescovo a questo punto toglie il grande Omoforion.


Il diacono: Forza! ed il coro di destra canta l’ultimo:

          Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi.

Quindi il diacono, davanti alle Porte Sante, dice per tre volte:

          Signore, salva i pii!

La invocazione viene ripetuta la prima volta dal Vescovo, la seconda dal coro di destra e la terza dal coro di sinistra. Quindi il diacono dice:

          E ascolta noi!

Che viene quindi ripetuto lentamente dal Vescovo.

Il diacono esclama dalle Porte Regali il titolo del Patriarca:

          Bartolomeo, il Santissimo Patriarca Ecumenico, * per molti anni!

La invocazione viene ripetuta dal Vescovo.

E poi il diacono dice il titolo del Vescovo del luogo:

          Gennadios, l’eminentissimo Metropolita e posto da Dio, * della santissima Metropoli d’Italia e Malta, *onoratissimo pure Esarca dell’Europa Meridionale, * di noi * Padre e Pastore, * per molti anni.

E la invocazione viene ripetuta dai celebranti e poi dai cori.


Dopo l’Apostolo, il diacono legge il Vangelo all’Ambone o dal Trono del Vescovo, al termine del quale il coro canta il Gloria a Te… e lentamente il Is pollà éti, Despota! fintanto che il diacono porta il Vangelo al vescovo, che attende al primo scalino delle Porte Regali. Prendendo il Vangelo, il diacono gli bacia la mano e il vescovo benedice il popolo, quindi lo ripone sulla Santa mensa.


GRANDE INGRESSO

Il diacono:
          Di tutti noi, e di tutti i cristiani fedeli e ortodossi, si ricordi il Signore Dio nel suo Regno, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il diacono dice verso il Vescovo, presentandogli il Santo Disco:

          Del Tuo Sommo Sacerdozio, si ricordi il Signore Dio nel suo Regno, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen. Is pollà éti, Dèspota!

Il sacerdote ripete verso il Vescovo, presentandogli il Santo Calice:

          Del Tuo Sommo Sacerdozio, si ricordi il Signore Dio nel suo Regno, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen. Is pollà éti, Dèspota!

          Quindi il vescovo benedice il popolo con il Trikiron, mentre il coro canta Is polà éti, Despota, quindi lo consegna al diacono che poi inizia a cantare con devozione le Petizioni.

CONGEDO

Dopo che il vescovo ha detto: Per le preghiere dei nostri Santi Padri..., il primo dei sacerdoti celebranti conclude con:

          Per le preghiere del nostro Pastore, Signore Gesù Cristo, abbi pietà di noi e salvaci.


 

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