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Liturgia dei doni Presantificati

LA DIVINA LITURGIA

DEI

DONI PRESANTIFICATI

 

SPIEGAZIONE RIGUARDO ALLA
LITURGIA DEI DONI PRESANTIFICATI


La Divina Liturgia dei Doni Presantificati, secondo il canone 62 del Concilio in Trullo, si celebra «in tutti i giorni della santa Quaresima dei digiuni». Secondo la prassi abituale ormai secolare, si celebra esclusivamente il Mercoledì ed il Venerdì delle sei settimane della Grande Quaresima, il Giovedì della V settimana (del Grande Canone), ed il Grande Lunedì, il Grande Martedì ed il Grande Mercoledì. Si celebra anche nella memoria di San Caralampo (10 febbraio), del primo e secondo ritrovamento della Cara del Precursore (24 febbraio), dei Santi Quaranta Martiri (9 marzo), ed anche di altri santi eventualmente commemorati, la cui festa però non cada di Sabato o Domenica.
La Liturgia dei Doni Presantificati si celebra sempre unita al Vespero, dopo la Nona Ora e la Funzione dei Tipici. Di norma viene celebrata da un solo sacerdote senza diacono, ad eccezione dei giorni in cui si legge il Vangelo, o nei giorni summenzionati di commemorazione di santi e durante la Grande Settimana.
Quando dunque un sacerdote prevede di celebrare i Presantificati, nella Proscomidia del Sabato o della Domenica, dopo aver estratto dalla Prosfora l’Agnello (Amnòs) per il giorno e averlo posto sul disco, estrae tanti altri Agnelli da rispettive Prosfore, quante sono le Liturgie previste nella settimana, dicendo per ciascuna: In memoria del Signore…,  Come pecora…, E come agnello immacolato… e Uno dei soldati con la lancia trafisse il suo costato.- Li pone nella parte alta del disco, e quindi continua: e subito ne uscì…, e versa nel santo calice vino e acqua. Benedice quindi la unione e completa la Proscomidia come al solito.
Durante la consacrazione, segna gli Agnelli, dicendo, come al solito: E fa di questo Pane… sempre al singolare e mai al plurale. Quando dice: Le Cose Sante ai Santi, innalza tutti gli Agnelli e di seguito spezza solo quello previsto per il giorno; immerge la parte caratterizzata da IC nel santo calice e versa lo zeon. Prende poi con la mano sinistra un Agnello alla volta e capovoltolo, con il cucchiaio (lavida) vi versa sopra a forma di croce del santo Sangue. Così capovolte lo ripone nell’Artoforio.
E bene sottolineare che è proibito celebrare i Presantificati con una sola parte di Agnello, ma bisogna che esso sia intero perché si possa spezzarlo in modo regolare.
Infine è proibito trasportare il Santo Pane da un tempio ad un altro per la celebrazione dei Presantificati.

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Venendo al momento del servizio divino, alla lettura della Sesta o Nona Ora, si chiude la tenda delle Porte Regali e il sacerdote con il diacono si portano davanti al trono vescovile e fanno un inchino. Poi davanti alla Porte Regali, si inchinano tre volte e dicono tra sé:

Per le preghiere dei nostri Santi Padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci.

Poi baciano la Icona di Cristo piamente e quella della Madre di Dio, chiedono perdono al popolo ed entrano nel Santuario e senza dire nulla, si avvicinano alla Sacra Mensa, fanno tre prostrazioni e la baciano.
Il sacerdote indossa i sacri paramenti da lutto (senza epigonation e croce), segnandoli e baciandoli, dicendo solo
Per le preghiere… Segna anche i paramenti del diacono dicendo parimenti: Per le preghiere…
Ed entrambi lavano le mani.
Alla fine del Trisagio della Nona Ora, il sacerdote, dentro il Santuario, dice la preghiera:

Santissima Trinità, forza consustanziale, regno indiviso, causa di tutti i beni, mostra benevolenza anche a me peccatore: rafforza, ammaestra il mio cuore, e togli ogni mia bruttura; illumina la mia mente, perché sempre io ti glorifichi, ti canti, ti adori e dica: Un solo Santo, un solo Signore, Gesù Cristo, a gloria di Dio Padre. Amen.

Aperte le Porte Regali, a luci spente, il sacerdote fa il piccolo Congedo delle Ore ed inizia il Vespero con la Liturgia dei Doni Presantificati.

Il sacerdote ed il diacono, davanti alla Santa Mensa, fanno tre prostrazioni, dicendo:

O Dio, purifica me peccatore, ed abbi pietà di me.

Il sacerdote bacia il Vangelo e la Mensa; il diacono bacia la Mensa e la mano destra del sacerdote, esce e si pone davanti alle Porte Regali, dicendo:

Benedici, Signore.

Il sacerdote, stando davanti alla Sacra Mensa, nel centro di essa, dice con voce chiara e con timore di Dio, alzando leggermente il Vangelo e facendo il segno della croce con esso sopra l’Antiminsion:

Benedetto il Regno del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre  e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Si chiudono le Porte Regali (non la tenda).
Il lettore o il Vescovo o l’Igumeno  o il Monaco delegato leggono fuori dal Santuario il
Venite... ed  il salmo 103: Il Diacono rientra nel Santuario.

Venite, adoriamo e prosterniamoci al Re nostro Dio!
Venite, adoriamo e prostriamoci a Cristo Re e nostro Dio!
Venite, adoriamo e prostriamoci a Cristo stesso, Re e Dio nostro!

Salmo 103 – Salmo introduttivo

Benedici anima mia, il Signore; Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato. Di lode e di splendore ti sei rivestito, avvolto di luce come di un manto. E' lui che stende il cielo come una tenda, che copre di acque le sue alte stanze; che fa delle nubi il suo piedistallo, che passeggia sulle ali dei venti; che fa i suoi Angeli come soffi di vento e i suoi ministri come fuoco ardente; che ha fondato la terra sulla sua stabilità, non sarà piegata per i secoli dei secoli.  L'abisso come un manto è la sua veste, sui monti s'innalzeranno le acque. Alla tua minaccia fuggiranno, alla voce del tuo tuono avranno paura. Salgono sui monti e scendono nelle pianure al luogo che hai fondato per loro; hai posto un confine che non oltrepasseranno e non torneranno a coprire la terra. E' lui che fa scaturire le sorgenti nelle valli, in mezzo ai monti scorreranno le acque. Abbevereranno tutte le fiere della campagna, le riceveranno gli onagri per dissetarsi. Presso di esse gli uccelli del cielo dimoreranno, di tra le rocce emetteranno la voce. E' lui che abbevera le montagne dalle sue alte stanze: dal frutto delle tue opere sarà saziata la terra. E' lui che fa crescere il fieno per le bestie e le erbe a servizio degli uomini, perché traggano il pane dalla terra e il vino rallegra il cuore dell'uomo; perché rendano gioioso il volto con l'olio e il pane rinsalda il cuore dell'uomo. Saranno saziati gli alberi della pianura e i cedri del Libano che ha piantato. Là i passeri si annideranno e il nido della cicogna li sovrasta. Gli alti monti sono rifugio per le cerve e la roccia per le lepri. Ha fatto la luna per segnare i tempi, il sole ha conosciuto il suo tramonto. Hai posto le tenebre e fu notte; in essa si aggireranno tutte le fiere della foresta: i leoncini ruggenti per far preda e cercare da Dio il loro cibo. E' sorto il sole e si raduneranno, si accovacceranno nelle loro tane. Uscirà l'uomo per la sua opera e per il suo lavoro fino a sera. Come sono grandi le tue opere, Signore: tutto hai fatto con sapienza, * la terra è piena delle tue creature. Ecco il mare grande e vasto: ci sono esseri guizzanti senza numero, animali piccoli e grandi. Là passano le navi e questo drago che hai plasmato per burlarti di lui. Tutti rivolti a te attendono che tu dia loro il cibo a tempo opportuno. Se tu lo dai loro, lo raccoglieranno; e se tu apri la mano, l'universo sarà riempito di bontà. Se distogli il tuo volto, saranno sconvolti; toglierai il loro spirito e verranno meno e alla loro polvere ritorneranno. Manderai il tuo spirito e saranno creati e rinnoverai la faccia della terra. La gloria del Signore sia in eterno, gioisca il Signore delle opere sue; lui che guarda sulla terra e la fa tremare, tocca i monti, e fumano. Canterò al Signore nella mia vita, salmeggerò al mio Dio finché esisto. Gli sia dolce il mio parlare e io gioirò nel Signore. Spariscano i peccatori dalla terra e gli iniqui, così da non sussistere più. Benedici, anima mia, il Signore.        

Il sole ha conosciuto il suo tramonto. Hai posto le tenebre e fu notte; Come sono grandi le tue opere, Signore: tutto hai fatto con sapienza.

Gloria... E ora.
Alleluia, Alleluia, Alleluia, gloria a Te o Dio,
(2 volte)
Alleluia, Alleluia, Alleluia, gloria a Te o Dio, speranza nostra, Signore gloria a Te!


Mentre il lettore o il Vescovo o l’Igumeno legge il salmo 103, il sacerdote recita a sottovoce le preghiere 5, 6 e 7  del Lucernario.

Quinta preghiera

Signore, Signore, tu che sostieni tutto l’universo col tuo palmo immacolato, che sei paziente con tutti noi, che ti affliggi sulle nostre cattiverie, ricordati dei tuoi sentimenti di pietà e della tua misericordia, visitaci nella tua bontà e donaci di sfuggire per il resto del giorno presente, dalle varie macchinazioni del maligno, e custodisci incolume la nostra vita per la grazia del tuo santissimo Spirito.
Per la misericordia e l’amore per gli uomini del tuo unigenito Figlio, con il quale sei benedetto, insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre nei secoli dei secoli.

Sesta preghiera

Dio grande e meraviglioso, che con bontà indicibile e generosa provvidenza dirigi ogni cosa; Tu che ci hai donato i beni terrestri, che grazie ai beni che ci hai elargito, ci hai dato in pegno il regno promesso. Tu che ci hai fatto evitare ogni male anche nella parte trascorsa del giorno presente, donaci di portare a termine in modo irreprensibile, il tempo che ci rimane, davanti alla tua santa gloria, inneggiando a te, il solo Dio nostro, buono e amico degli uomini.
Poiché tu sei il nostro Dio e noi rendiamo gloria a te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Settima preghiera

O Dio grande ed eccelso, che solo possiedi l’immortalità, abitando la luce inaccessibile; Tu che hai fatto tutta la creazione con sapienza, che hai separato la luce dalle tenebre, ponendo il sole a dominio del giorno e la luna e le stelle a dominio della notte; tu che hai reso degni noi peccatori, nell’ora presente di accostarci al tuo volto in confessione e di offrirti la dossologia serale. Tu stesso Signore amico degli uomini, eleva la nostra preghiera come incenso davanti a te e accoglila come profumo soave. Concedici pacifica la sera presente e la notte che si avvicina; rivestici con armi di luce; liberaci dalla paura notturna e da tutto ciò che brancola nel buio. Dacci il sonno, che hai donato a riposo per la nostra debolezza, libero da ogni fantasia diabolica. Sì, Sovrano di tutte le cose, elargitore di ogni bene, affinché, compunti anche sui nostri giacigli, ricordiamo nella notte il tuo nome e, illuminati dalla meditazione dei tuoi comandamenti, ci leviamo nell’esultanza dell’anima, per la glorificazione della tua bontà, offrendo preghiere e suppliche alla tua clemenza per i nostri propri peccati e per tutto il tuo popolo: visitalo con misericordia per intercessione della santa Madre di Dio.
Poiché tu sei Dio buono ed amico degli uomini, e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Terminata la lettura del Salmo introduttivo, si aprono le porte; il diacono, (o in sua assenza, il sacerdote davanti alla Sacra Mensa) esce dal Santuario e si riporta al solito posto e  canta la grande supplica o litania di pace, mentre il coro risponde ad ogni invocazione : Kyrie, eléison.

In pace preghiamo il Signore.

Per la pace che viene dall’alto, per la salvezza delle nostre anime, preghiamo il Signore.

Per la pace del mondo intero, per la stabilità delle sante Chiese di Dio e per l’unione di tutti, preghiamo il Signore

Per questa santa casa e per coloro che vi entrano con fede, devozione e timor di Dio, preghiamo il Signore.

Per i cristiani fedeli ed ortodossi, preghiamo il Signore.

Per il nostro Arcivescovo N..., per il venerabile presbiterio, per il diaconato in Cristo, per tutto il clero ed il popolo, preghiamo il Signore.

[Nei sacri monasteri maschili si aggiunge:

Per il nostro padre N…, ieromonaco, e per tutta la nostra fraternità in Cristo, preghiamo il Signore.

Nei sacri monasteri femminili si dice:

Per la nostra santa Igumena N…, monaca e per il suo seguito, preghiamo il Signore.]

Per il nostro pio popolo, per i nostri governanti e per tutte le autorità civili e militari, preghiamo il Signore.

Per questa città, (Per questo Monastero, paese, o isola), per ogni (Monastero) città e paese e per tutti coloro che vi abitano con fede, preghiamo il Signore.

Per la salubrità del clima, per l’abbondanza dei frutti della terra e per tempi di pace, preghiamo il Signore.

Per i naviganti, i viandanti, i malati, i sofferenti, i prigionieri e per la loro salvezza, preghiamo il Signore.

Per essere liberati da ogni afflizione, ira, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, intemerata, più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro: A Te, Signore.

Il sacerdote, stando davanti alla Sacra Mensa dice sottovoce e con rispetto la preghiera della prima antifona.

Signore, clemente e misericordioso, paziente e ricco di misericordia, accogli la nostra preghiera e attendi alla voce della nostra supplica. Fa per noi un segno verso il bene; guidaci sulla tua via per camminare nella tua verità. Allieta i nostri cuori nel timore del tuo santo nome, poiché tu sei grande e compi meraviglie. Tu sei il solo Dio e non vi è chi sia simile a te fra gli dei, o Signore, potente nella misericordia e buono nella forza per aiutare, consolare e salvare tutti coloro che sperano nel tuo santo nome.

Ad alta voce:
Poiché a Te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il lettore: Amen.

Il lettore, stando nel mezzo del tempio, all’altezza del Trono del Vescovo, legge i Salmi del 18° Kathisma in tre Stasi.
All’inizio della sticologia del Salterio, il diacono, fatto un inchino, rientra nel Santuario e chiuse completamente le Porte Regali (anche la tenda), prepara l’Altare della Preparazione e, preso il turibolo, dice al sacerdote:

Benedici, Signore, l'incenso.

Il sacerdote: Benedetto il nostro Dio, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Incenso Ti offriamo o Cristo Dio nostro, in odore di soavità spirituale: accogliendolo sul tuo celeste Altare, mandaci in contraccambio la grazia del tuo santissimo Spirito.

Il sacerdote apre l’Antiminsion sulla Santa Mensa, va all’Altare della Preparazione e prende il Disco, l’Asterisco ed i Veli e li porta sulla Santa Mensa. Incensa tre volte l’Artoforio e ne estrae un Pane presantificato, lo pone sul Disco con rispetto e quindi mette sopra l’asterisco, dicendo:

Per le preghiere dei nostri Santi Padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci.

Lo ricopre con il Velo dicendo: Per le preghiere dei Santi Padri…. Quindi incensa tre volte e fa tre grandi prostrazioni, solleva il Santo Disco sopra la testa e preceduto di ceroferai e dal diacono col turibolo, va all’altare della Preparazione, ove lo depone.
Poi prende il Calice e vi mette vino e acqua, dicendo:

Per le preghiere dei nostri Santi Padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci.

Ricopre il Calice col Velo e tutto col Grande Velo, incensa tre volte dicendo: Per le preghiere dei Santi Padri….e null’altro. Incensa poi tutto il Santuario e postosi nuovamente davanti alla Santa Mensa, ripiega l’Antiminsion e vi ripone sopra il Santo Vangelo.

Il lettore, alla fine dello Stico del Salmo 123 della Prima Stasi, dice:
Gloria, E ora … Alleluia, Alleluia, Alleluia, Gloria a Te o Dio. Kyrie eléison (tre volte), Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Il diacono dice:
Ancora e ancora, in pace preghiamo il Signore.

Il coro: Kyrie, eléison.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, intemerata, più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro: A Te, Signore.

Il sacerdote dice sottovoce la preghiera della seconda antifona:

Signore, nel tuo sdegno non accusarci e nella tua ira non punirci, ma agisci con noi secondo la tua bontà, medico e curatore delle nostre anime. Guidaci verso il porto della tua volontà; illumina gli occhi dei nostri cuori nella conoscenza della tua verità; e concedici che il resto di questo giorno sia pacifico e senza peccato, come pure tutto il tempo della nostra vita, per l’intercessione della santa Madre di Dio e di tutti santi.

Ad alta voce:

Poiché Tua è la potenza, Tuo è il Regno, la forza e la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il lettore: E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. E continua la lettura della seconda Stasi del Salterio. Dopo il Gloria della seconda Sticologia, il diacono dice la piccola litania:

Ancora e ancora, in pace preghiamo il Signore.

Il coro: Kyrie, eléison.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, intemerata, più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro: A Te, Signore.

Il sacerdote dice sottovoce la preghiera della terza antifona:

Signore Dio nostro, ricordati di noi, peccatori ed inutili tuoi servi, nel nostro invocare il tuo santo nome e non disonorarci nell’attesa della tua misericordia, ma elargiscici Signore, tutto ciò che chiediamo per la salvezza; degnaci di amarti e di avere timore di te con tutto il nostro cuore e di compiere in tutto la tua volontà.

Ad alta voce:

Poiché Tu sei Dio buono e Amico degli uomini e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il lettore: E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. E continua la lettura della terza Stasi del Salterio. Completata la lettura del Kathisma, il lettore conclude: Gloria. E ora. Alleluia, Alleluia, Alleluia, Gloria a Te o Dio (3 volte), Speranza nostra, Signore, gloria a Te.

Il diacono dice la piccola litania:

Ancora e ancora, in pace preghiamo il Signore.

Il coro: Kyrie, eléison.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, intemerata, più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro: A Te, Signore.

Il sacerdote dice sottovoce la preghiera della quarta antifona:

Tu che sei celebrato con inni senza fine e con dossologie incessanti dalle sante schiere, riempi la nostra bocca della tua lode per dare magnificenza al tuo santo nome; e donaci parte ed eredità con tutti quelli che hanno timore di te nella verità e custodiscono i tuoi comandamenti, per l’intercessione della santa Madre di Dio e di tutti i tuoi santi.

Ad alta voce:

Poiché tu sei il Dio nostro, Dio di misericordia e che salva e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Si apre solo la tenda della Porta Regale. I cori iniziano lentamente a cantare i salmi del Lucernaio ed il diacono incensa secondo l’ordine, tutto il Tempio.

LUCERNAIO
(Salmo 140)

          Signore, ho gridato a te, ascoltami.

Ascoltami, Signore.

          Signore, ho gridato a te, ascoltami,
volgiti alla voce della mia supplica, quando grido a te. Ascoltami, Signore.


          Si elevi la preghiera mia, come incenso davanti a te, l'alzarsi delle mie mani, sacrificio serale. Ascoltami, Signore.

Poni, Signore, una custodia alla mia bocca e una porta fortificata intorno alle mie labbra.
Non lasciar piegare il mio cuore a parole malvagie, per trovare scuse ai peccati.
Insieme agli uomini che commettono iniquità e non avrò parte con ciò che essi scelgono.
Mi corregga il giusto con misericordia e mi rimproveri, ma l'olio del peccatore non unga il mio capo,
Poiché ancora la mia preghiera sta in mezzo alle loro compiacenze. Sono stati inghiottiti accanto alla pietra i loro giudici.
Ascolteranno le mie parole, perché si sono fatte dolci. Come una zolla di terra si spacca sul suolo, sono state sparse le nostre ossa presso gli inferi.
Poiché verso di te, Signore, Signore, stanno i miei occhi: in te ho sperato, non disperdere la mia anima.
  Custodiscimi dal laccio che mi hanno teso e dagli inciampi degli operatori di iniquità.
  Cadranno nella loro rete i peccatori; da solo sono io, finché io passi.

(Salmo 141)

Con la mia voce al Signore ho gridato, con la mia voce il Signore ho supplicato.
Effonderò davanti a lui la mia supplica, davanti a lui esporrò la mia afflizione.
Al venir meno del mio spirito da me, tu conosci i miei sentieri.
Su questa via, in cui camminavo, mi hanno nascosto un laccio.
Osservavo a destra e vedevo: e non c'era chi mi conoscesse;
E’ perduto ogni scampo per me e non c'è chi cerchi l'anima mia.
    A te Signore ho gridato e ho detto: Tu sei la mia speranza, la mia parte nella terra dei viventi.
    Attendi alla mia supplica, perché molto sono stato umiliato;
    Liberami dai miei persecutori, perché sono divenuti forti più di me.

Per 10 stichirà

    Trai dal carcere l'anima mia, perché confessi il tuo nome,

    Mi attenderanno i giusti, finché tu mi abbia ricompensato.

Per 8 Stichirà 
(Salmo 129)

     Dalle profondità ho gridato a te, Signore: Signore, ascolta la mia voce.

      Siano le tue orecchie attente alla voce della mia supplica.

Per 6 Stichirà

      Se osservi le iniquità, Signore, Signore, chi potrà resistere? Poiché presso di te è la benevolenza.

    Per il tuo nome ti ho atteso lungamente, o Signore: ha tanto atteso l'anima mia la tua parola, ha sperato l'anima mia nel Signore.

Per 4 Stichirà

Dalla veglia del mattino fino a notte, dalla veglia del mattino speri Israele nel Signore.

     Poiché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

Genti tutte lodate il Signore, lodatelo insieme, popoli tutti.

Perché si è rafforzata su di noi la sua misericordia, e la verità del Signore rimane in eterno.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotokion

PICCOLO INGRESSO

Al canto del Gloria, si aprono le Porte Regali ed escono il sacerdote ed il diacono dalla Porta settentrionale con il turibolo. Se vi è la memoria di un Santo o durante la Grande Settimana, col Vangelo e fanno il Piccolo Ingresso:

Il diacono:  Preghiamo il Signore.
Kyrie, eléison.

Il sacerdote legge a voce bassa la preghiere dell’ingresso:

Alla sera, al mattino e a mezzogiorno, ti lodiamo, ti benediciamo, ti rendiamo grazie e ti preghiamo, Sovrano di ogni cosa, Signore amico degli uomini. Eleva la nostra preghiera come incenso davanti a te e non piegare i nostri cuori a parole o a pensieri perversi, ma liberaci da tutti coloro che attentano alle nostre anime.
Poiché verso di Te, Signore, Signore sono rivolti i nostri occhi e in Te abbiamo sperato: non ci confondere, o Dio nostro! Poiché a Te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Il diacono: Benedici, Signore, il Santo Ingresso.

Il sacerdote benedice, dicendo:

Benedetto l'Ingresso dei Tuoi Santi, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il diacono:  Amen.

Il diacono, alzando il turibolo a forma di croce, o il Vangelo, ad alta voce dice:
Sapienza, in piedi!

INNO VESPERTINO DI RINGRAZIAMENTO

Luce gioiosa della santa gloria, * del Padre immortale, * celeste, santo, beato,* o Cristo Gesù. * Giunti al tramonto del sole, * scorgendo la luce della sera, *cantiamo il Padre, il Figlio, *e lo Spirito Santo, Dio. *
E’ degno cantare Te in ogni tempo *con voci armoniose, * o Figlio di Dio, che dai la vita, * per questo il mondo ti dà gloria!

Il diacono: Serale.

Il lettore: Prokimenon. Modo… Salmo…

Il diacono: Sapienza.

Il lettore: Lettura dal Libro della Genesi. (o dell’Esodo)

Il diacono: Stiamo attenti.

Il lettore o il Primo, legge la pericope dal Libro della Genesi o dell’Esodo con Prokimenon e Stico, poi dice: 

Ordina!

Il sacerdote tenendo una lampada pura con il turibolo nella mano destra, stando davanti alla Sacra Mensa, fa il segno della croce e dice:

Sapienza. In piedi!

Quindi dalla Solea, guardando verso la Icona di Cristo, dice:

La Luce di Cristo,

E benedicendo con la candela ed il turibolo verso il popolo:

appare a tutti.

Quindi si accendono le luci del tempio.

Il lettore: Lettura dal Libro dei Proverbi. (o di Giobbe)

Il diacono: Sapienza. Stiamo attenti.

Al completamento della lettura delle pericopi bibliche, il sacerdote benedice il lettore: Pace a Te!

Il diacono: Sapienza.

PREGHIERA DEL “SI ELEVI (KATEVTHINTHITO)

Il sacerdote, stando davanti alla Santa Mensa, incensa lentamente e canta in modo catanictico (la prima settimana di Quaresima nella Grande Settimana e alla commemorazione di un Santo, in Modo 2 Pl., nelle altre volte in Modo 1 Pl.)

Si elevi la preghiera mia, come incenso davanti a te, l'alzarsi delle mie mani, sacrificio serale.

I cori riprendono il ritornello una volta e lo ripeModo, dopo ogni stico. Il sacerdote ad ogni stico incensa un lato della Santa Mensa:

          Primo Stico: Signore, ho gridato a te, ascoltami, attendi alla voce della mia supplica, quando grido a te.

Κατευθυνθήτω η προσευχή μου ως θυμίαμα ενώπιόν σου• έπαρσις των χειρών μου  - θυσία εσπερινή•

          Secondo Stico: Poni, Signore, una custodia alla mia bocca e una porta fortificata intorno alle mie labbra.

Să se îndrepteze rugăciunea mea, ca tămâia înaintea Ta; ridicarea mâinilor mele, jertfă de seară.

          Terzo Stico: Non lasciar piegare il mio cuore a parole malvagie, per trovare scuse ai peccati.

Да исправится молитва моя, яко кадило пред Тобою, воздеяние руку моею – жертва вечерняя.

          Quarto Stico: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Quindi il sacerdote, davanti alla Santa Mensa, canta:

Si elevi la preghiera mia,

Quindi esce dalle Porte Regali e incensa la Icona di Cristo, cantando:

come incenso davanti a te,

E continua ad incensare le restanti Icone, il Tempio ed il popolo, mentre il coro completa il canto:

l'alzarsi delle mie mani,
sacrificio serale.

Tutti coloro che sono in Chiesa, fanno tre grandi prostrazioni.

***

Quindi se vi è la commemorazione di un Santo, prima della Grande Supplica si legge l’Apostolo ed il Vangelo, mentre nei primi tre giorni della Grande Settimana, solo il Vangelo. Il sacerdote legge la preghiera, come nella Liturgia del Crisostomo.

***

Il diacono ed il sacerdote fanno tre prostrazioni e si chiudono le Porte Regali. Il diacono canta la Grande Supplica (o il sacerdote se non c’è diacono) e ad ogni invocazione il coro lentamente dice: Kyrie, eléison.  (tre volte, all’ultima una volta)

Diciamo tutti, con tutta l'anima e con tutta la nostra mente, diciamo:

Signore onnipotente, Dio dei nostri Padri, noi ti preghiamo: ascoltaci ed abbi pietà.

Abbi pietà di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia, noi ti preghiamo: ascoltaci ed abbi pietà.

Ancora preghiamo per tutti i Cristiani fedeli ed ortodossi.

Ancora preghiamo per il nostro Arcivescovo (o Vescovo) N....

Ancora preghiamo [per il nostro padre… ieromonaco / per la nostra santa Igumena… monaca] per i nostri fratelli, sacerdoti, ieromonaci, ierodiaconi e monaci e tutta la nostra fraternità in Cristo.

Ancora preghiamo per la misericordia, la vita, la pace, la salute, la salvezza, la visita divina, il perdono e la remissione dei peccati dei servi di Dio, di tutti i cristiani fedeli e ortodossi, di coloro che abitano e che sono di passaggio in questa città (o in questo Monastero), per i fedeli, per i consiglieri, per i contribuenti e quelli che danno il loro aiuto a questa Santa Chiesa. E per i Suoi servi … (e ricorda chi vuole dei vivi).

Ancora preghiamo per i beati e indimenticabili fondatori di questa santa Chiesa, (o di questo Santo monastero) e per tutti i nostri padri e fratelli ortodossi defunti, che qui ed in ogni parte del mondo piamente riposano. E per i Suoi servi … (e ricorda chi vuole dei defunti).

Ancora preghiamo per coloro che portano doni ed operano il bene in questo santo e venerato tempio, per coloro che qui prestano servizio e cantano, e per tutto il popolo qui presente che da te attende grande e copiosa misericordia.

Il sacerdote legge una preghiera sottovoce:

Signore Dio nostro, accetta questa supplica incessante dai tuoi servi ed abbi pietà secondo l’abbondanza della tua misericordia e fa discendere i tuoi sentimenti di pietà su di noi e su tutto il tuo popolo, che da Te attende copiosa misericordia.

Ad alta voce:

Poiché tu sei Dio misericordioso ed amico degli uomini e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

SUPPLICA PER I CATECUMENI

E il diacono inizia la Supplica per i catecumeni ed il coro canta: Kyrie eleison.

Catecumeni, pregate il Signore.
Fedeli, preghiamo per i catecumeni.
Affinché il Signore abbia misericordia di loro
Li istruisca nella parola di verità.
Riveli loro il Vangelo della giustizia.
Li unisca alla sua Santa Chiesa Cattolica e Apostolica.
Salvali, abbi pietà di loro, soccorrili e custodiscili o Dio, con la tua grazia.
Catecumeni, chinate il vostro capo al Signore.

Il coro: A Te, Signore.

Il sacerdote legge la preghiera dei catecumeni:

Dio, Dio nostro, creatore e artefice di ogni cosa, che vuoi che tutti si salvino e giungano alla conoscenza della verità, guarda sui tuoi servi i catecumeni, redimili dall’antico errore e dall’inganno dell’avversario, e chiamali alla vita eterna, illuminando i corpi e le anime e annoverandoli tra l'eletto tuo gregge, nel quale il tuo santo Nome è invocato.

Ad alta voce:

Affinché anch’essi, insieme con noi, glorifichino il venerabilissimo e magnifico tuo nome, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote fa con il Vangelo il segno della croce sopra l’Antiminsion e lo pone sulla parte alta della Santa Mensa e dispiega l’Antiminsion.

Il diacono dice:

Quanti siete catecumeni, uscite! Catecumeni, uscite!

Queste invocazioni si dicono fino al Martedì della Quarta Settimana, e poi il sacerdote legge più sotto la preghiera dei Fedeli: O Dio grande…


Dal mercoledì della quarta settimana di Quaresima, fino al Mercoledì della Grande Settimana si aggiungono le seguenti invocazioni:

Quanti siete prossimi alla illuminazione, uscite. Voi che siete prossimi alla illuminazione, pregate. Preghiamo il Signore.

Fedeli, per i nostri fratelli preparati alla santa illuminazione e per la loro salvezza, preghiamo il Signore.

Affinché il Signore Dio nostro li confermi e  li fortifichi.
Li illumini con luce di conoscenza e di rispetto.

Li renda degni nel tempo opportuno del lavacro della rigenerazione, della remissione dei peccati e della veste dell’incorruttibilità.

Li rigeneri attraverso acqua e Spirito.

Conceda loro la pienezza della fede.

Li annoveri al suo santo ed eletto gregge.

Salvali, abbi pietà di loro, soccorrili e custodiscili, o Dio, con la tua grazia.

Voi che siete prossimi alla illuminazione, chinate il vostro capo al Signore.

Il coro: A Te, Signore.

Mentre il diacono dice le invocazioni, il sacerdote legge la preghiera:

Manifesta, Sovrano, il tuo volto su quelli che sono preparati alla santa illuminazione e bramano spogliarsi della macchia del peccato. Illumina la loro mente, rinsaldali nella fede, confermali nella speranza, perfezionali nell’amore, rendili membra onorate del tuo Cristo, che ha dato se stesso in riscatto per le anime nostre.

Ad alta voce:

Perché tu sei la nostra illuminazione e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il diacono:
Quanti siete preparati alla illuminazione, uscite; voi che siete prossimi alla illuminazione, uscite.

_____________________________________

Quanti siete catecumeni, uscite! Non rimanga nessun catecumeno!

SUPPLICA DEI FEDELI

Il diacono:
Quanti siamo fedeli, ancora e ancora in pace preghiamo il Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici o Dio, con la tua grazia.

Il coro: Kyrie, eléison.

Il diacono: Sapienza.

Intanto il sacerdote apre l’Antiminsion e dice la preghiera:

O Dio grande e degno di lode, che con la vivificante morte del tuo Cristo ci hai fatto passare dalla corruzione all’incorruttibilità, Tu libera tutti i nostri sensi dalle passioni mortifere, stabilendo ad esse la buona guida del pensiero interiore: E l’occhio si astenga da ogni cattivo sguardo, l’udito sia inaccessibile ai discorsi oziosi e la lingua si purifichi dalle parole sconvenienti. Rendi pure, Signore, le nostre labbra che ti lodano, fa che le nostre mani si astengano dalle opere malvagie e compiano solamente quelle a Te gradite, rendendo sicuro con la tua grazia, tutte le nostre membra e la mente.

Ad voce alta:

Poiché a Te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dai secoli.

Il coro: Amen.

Il diacono:
Ancora e ancora, in pace preghiamo il Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia. Sapienza!

Il coro: Kyrie, eléison.

Il sacerdote dice la preghiera:

Sovrano santo e sommamente buono, ricco di misericordia, Ti scongiuriamo di essere benevolo a noi peccatori e di farci degni di accogliere il tuo unigenito Figlio e Dio nostro, il Re della gloria. Ecco che il suo immacolato Corpo ed il Sangue vivificante, scortati invisibilmente da una moltitudine di schiere celesti, in questo momento vengono portati per essere deposti su questa mistica mensa. Donaci di comunicarcene senza condanna, affinché con l’occhio della mente, da essi illuminati, diveniamo figli della luce e del giorno.

Ad alta voce:

Secondo il dono del tuo Cristo, con il quale sei benedetto, insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Non si canta l’Inno dei Cherubini, ma il seguente inno:

Ora, le potenze dei cieli insieme con noi, invisibilmente,  adorano. Ecco infatti avanza il re della gloria.

Ecco, il mistico sacrificio, già compiuto, viene scortato. Con fede e amore, avviciniamoci, perché diventiamo partecipi della vita eterna. Alleluia.

Durante il canto, il sacerdote ed il diacono ripetono tre volte l’Inno, con grandi prostrazioni. Poi il diacono, fatto benedire dal sacerdote il turibolo con l’incenso, incensa il Santuario e l’Altare della Preparazione, entrambi dicono sommessamente: Venite adoriamo … (tre volte) ed il Salmo 50, fino al punto: Così offriranno sacrifici. Si apre la Porta Regale, e incensa le Icone, il Tempio e il Popolo. Poi chiedono perdono al popolo, senza nulla dire, si portano all’Altare della Preparazione, fanno tre prostrazioni dicendo:
O Dio, purifica me peccatore e abbi pietà di me (tre volte).

In grande silenzio il sacerdote pone il Grande Velo sulla propria testa e prende il Disco ed il Calice, solo dicendo: Per le preghiere dei nostri Santi Padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci. Amen. Ed escono dalla Porta Settentrionale, mentre il diacono incensa. Rientrano dalle Porte Regali, senza dire nulla. Poi si richiudono le Porte Regali, che verranno riaperte solo al momento del Con timore di Dio…
Il sacerdote appoggia le Cose Sante sulla Santa Mensa, le scopre e lascia solo il Grande Velo.
Il diacono:
Benefica, Signore.

Prende il turibolo dalle mani del diacono e incensa i Santi Doni tre volte, dicendo: Allora offriranno vitelli sul tuo altare.

E il coro termina l’Inno: Ecco, il mistico sacrificio….

Restituito il turibolo, chinata la testa e baciati i Santi Doni, dice al diacono:
Ricordati di me, fratello e concelebrante.

Ed il diacono a lui: Il Signore Dio si ricordi del tuo sacerdozio nel suo regno, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
Prega per me, o mio concelebrante.

Il sacerdote: Lo Spirito Santo discenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti adombrerà.

Il diacono: Lo stesso Spirito concelebrerà con noi tutti i giorni della nostra vita.

Il diacono, chinando anche egli il capo mentre regge l'Oràrion con tre dita della destra, dice al sacerdote: Ricordati di me, signore santo.

Il sacerdote: Il Signore Dio si ricordi di te nel suo regno in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il diacono, detto Amen, bacia la destra del sacerdote e si pone al consueto posto fuori dal Santuario. Completato l’Inno, canta la Grande Litania.

Compiamo la nostra preghiera serale al Signore.

Il coro: Kyrie, eleison. (ad ogni invocazione)

Per i preziosi doni offerti e presantificati, preghiamo il Signore.

Affinché il nostro Dio amico degli uomini, ricevendoli in odore di soavità spirituale nel suo altare santo, celeste e immateriale, ci mandi in contraccambio la grazia divina e il dono dello Spirito Santo, preghiamo.

  Per essere liberati da ogni afflizione, ira, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi, e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

L’intera sera, perfetta, santa, pacifica e senza peccato, chiediamo al Signore.

Il coro: Concedi o Signore. (ad ogni invocazione)

Un angelo di pace, guida fedele, custode delle anime e dei nostri corpi, chiediamo al Signore.

La remissione e il perdono dei peccati e delle nostre colpe, chiediamo al Signore.

Ciò che é buono ed utile alle nostre anime, e la pace per il mondo, chiediamo al Signore.

Di trascorrere il resto della nostra vita nella pace e nella conversione, chiediamo al Signore.

Una fine cristiana della nostra vita, senza dolore e senza rimorso, pacifica ed una valida difesa dinanzi al tremendo tribunale di Cristo, chiediamo.

Chiedendo l’unità della fede e la comunione dello Spirito Santo, affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro: A Te, Signore.

Il sacerdote, dopo aver deposto i doni sulla Mensa dice questa preghiera sottovoce:

O Dio dei misteri indicibili ed ineffabili, presso cui sono gli occulti tesori della sapienza e della conoscenza, che ci hai rivelato il ministero di questa liturgia ed hai preposto noi peccatori, per la tua tanta misericordia, per offrirti doni e sacrifici per i nostri peccati e per gli errori del popolo; Tu stesso, Re invisibile, che operi cose grandi e investigabili, gloriose e straordinarie oltre ogni numero, guarda noi,  tuoi indegni servi, che siamo presenti a questo tuo santo altare, come davanti al tuo trono cherubico, in cui riposa il tuo unigenito Figlio e Dio nostro, per mezzo dei tremendi misteri posti qui davanti. E libera noi e il tuo popolo fedele da ogni impurità, santifica le anime ed i corpi di noi tutti con una perenne santificazione, affinché con purità di coscienza, con volto senza rossore, con cuore illuminato, partecipando a questi sacri e divini misteri e da essi vivificati, ci uniamo al tuo stesso Cristo, il nostro vero Dio, che ha detto: “colui che mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui”, affinché abitando in noi , ed accompagnandosi al tuo Verbo, o Signore, diveniamo tempio del santissimo ed adorato tuo Spirito, liberati da ogni insidia diabolica che venga esercitata nelle azioni, parole o nella mente  e conseguiamo i beni promessici insieme a tutti i tuoi Santi, che da sempre ti furono graditi.

E poi dice:

E rendici degni, o Sovrano, che con franchezza e senza condanna osiamo invocare Te, Padre, Dio del Cielo e dire:

Il popolo: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo Nome, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal maligno.

Il sacerdote: Poiché tuo è il Regno, la forza e la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote: Pace a Tutti.

Il coro: E al Tuo spirito.

Il diacono: Chiniamo il nostro capo al Signore.

Il coro: A te, Signore.

Il sacerdote recita una preghiera sottovoce:

O Dio, il solo buono e clemente, che abiti nell’alto dei cieli, e guardi alle cose umili, osserva con occhio clemente tutto il tuo popolo e custodiscilo. E rendici degni di partecipare a questi tuoi vivificanti Misteri senza condanna. A Te infatti abbiamo piegato il nostro capo, attendendo da te copiosa misericordia.

Ad alta voce:

Per la grazia, la pietà e l’amore per gli uomini dell’unigenito tuo Figlio, con il quale sei benedetto, insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote recita una seconda preghiera sottovoce.

Vòlgiti a noi Signore Gesù Cristo Dio nostro, dalla tua santa  dimora e dal trono di gloria del tuo regno e vieni a santificarci, Tu che siedi in alto con il Padre e sei invisibilmente qui con noi. E rendici degni, e per mezzo nostro, tutto il popolo, con la potente tua mano di partecipare all'immacolato tuo Corpo e al prezioso Sangue.

Il sacerdote ed il diacono, dal proprio posto, fanno tre prostrazioni con l'invocazione: O Dio, purifica me peccatore ed abbi pietà di me.

Intanto il diacono si cinge l’Oràrion a forma di croce e dice ad alta voce:
Stiamo attenti.
 

Il sacerdote, sollevando il Santo Pane con entrambe le mani e facendo il segno della croce, dice con rispetto e devozione:

Le Cose Sante Presantificate ai Santi.

Il coro: Uno è Santo, uno è Signore, Gesù Cristo, per la gloria di Dio Padre. Amen.


LA DIVINA COMUNIONE

Intanto il coro canta gli inni della Comunione.

Il diacono: Spezza Signore, il Santo Pane.

Il sacerdote spezza il Santo Pane in quattro parti, dicendo:
Si spezza e si spartisce l’Agnello di Dio, colui che è spezzato e non diviso, sempre mangiato e mai consumato, ma che santifica chi ne partecipa.

E pone le quattro parti sul disco, a forma di croce.

Il diacono: Riempi Signore, il Santo Calice.
Il sacerdote, prendendo la parte di Agnello caratterizzata dalle iniziali IC che si trova nella parte superiore del disco, traccia con essa una croce sopra il calice, dicendo: Pienezza di Spirito Santo.
E la immerge nel santo Calice.
Il diacono:
Amen.
E prendendo lo zeon, dice al sacerdote:
Benedici Signore, lo Zeon.
Il sacerdote, lo benedice dicendo:
Benedetto il fervore dei tuoi santi, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
Il diacono dice Amen. e versa a forma di croce lo zeon nel calice, dicendo: Fervore di Spirito Santo. Amen.
E chinando entrambi il capo, pregano con rispetto e devozione.
E mentre il sacerdote ed il diacono leggono le preghiere della comunione, il coro canta i canti dei comunione:

Credo, o Signore, e confesso che tu sei veramente il Cristo, il Figlio del Dio vivente, che sei venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Credo ancora che questo è il tuo Corpo immacolato e questo è proprio il tuo Sangue prezioso. Ti prego dunque: abbi pietà di me e perdonami tutti i miei peccati, volontari e involontari, commessi con parole, con opere, con conoscenza o per ignoranza. E fammi degno di partecipare, senza mia condanna, ai tuoi immacolati misteri, per la remissione dei peccati e la vita eterna.

Ecco, io mi avvio alla divina comunione.
Creatore, non bruciarmi allorché mi comunico.
Sei fuoco, infatti, che brucia gli indegni.
Purificami, invece da ogni macchia.

Della tua mistica cena, o Figlio di Dio, rendimi oggi partecipe, poiché non svelerò il mistero ai tuoi nemici, né ti darò il bacio così come Giuda, ma come il ladrone ti confesso: ricordati di me, o Signore, nel tuo regno.

Trema uomo, vedendo il Sangue divino,
E’ brace infatti che brucia gli indegni.
Mi deifica e mi nutre il Corpo di Dio:
deifica lo spirito e nutre mirabilmente l’intelletto.

Con un desiderio ardente mi hai ammaliato, o Cristo, e col tuo divino amore mi hai trasformato. Ma tu consuma con fuoco immateriale i miei peccati e rendimi degno di essere colmato, in te, di delizia, perché trasalendo di gioia, magnifichi, o Buono, i tuoi due avventi.

Negli splendori dei tuoi santi, come entrerò io, indegno? Se infatti oserò penetrare nel talamo, la tunica mi condanna, perché non è di nozze e in catene sarò gettato fuori dagli angeli. Purifica Signore, la sozzura della mia anima e salvami, quale amico degli uomini.

Sovrano amico degli uomini, Signore Gesù Cristo, Dio mio, non mi siano di condanna questi Santi Misteri, a causa della mia indegnità, ma siano purificazione e santificazione dell’anima e del corpo e promessa della vita e del regno futuri. E’ bene per me aderire a Dio, porre nel Signore la speranza della mia salvezza.

Della tua mistica cena…

Il sacerdote quindi chiede perdono ai concelebranti:
Fratello e concelebrante, perdona me peccatore.
O Dio, purifica me peccatore, ed abbi pietà di me.

Il diacono: Il Signore si ricordi del tuo sacerdozio nel suo regno, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Poi prende una particola dall’Agnello, con le iniziali XC e dice:
Ecco, mi appresso a Cristo, Re immortale e Dio nostro. Si comunica a me N…, indegno presbitero, (e monaco) il prezioso e tutto santo Corpo del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, per la remissione dei miei peccati e la vita eterna.

Si comunica così con il Santo Pane, con timore e con ogni attenzione. Quindi dice al diacono: Diacono, avvicinati.

Il diacono, accostandosi, fa devotamente una prostrazione e chiedendo perdono, dice:

Ecco, mi avvicino a Cristo, Re immortale e Dio nostro. Comunica a me, o Signore, N… indegno diacono, il prezioso e tutto santo Corpo del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, per la remissione dei miei peccati e la vita eterna.

Il sacerdote, presa una particola dal Santo Pane, la depone nella palma del diacono, dicendo:
Si comunica a te N… piissimo diacono, il prezioso, tutto santo Corpo del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, per la remissione dei tuoi peccati e la vita eterna.

Il diacono, baciata la mano che gli ha posto il Santo Pane sul palmo, si reca dietro la Santa Mensa e chinato il capo, lo consuma. Quindi il sacerdote, prendendo il Santo Calice con il velo, dice:
Ancora avvicinandomi, si comunica a me N…, indegno presbitero, (e monaco) il prezioso, tutto santo e vivificante Sangue del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, per la remissione dei miei peccati e la vita eterna.

Sorbisce tre volte e, asciugatosi con il velo le labbra e asciugato il Santo Calice, lo bacia e alzandolo dice:
Questo ha toccato le mie labbra, cancellerà le mie iniquità e mi purificherà dai miei peccati.

Invita quindi il diacono, dicendo: Diacono, ancora avvicinati.

Il diacono, avvicinandosi, dice:
Ancora avvicinandomi, comunica a me o Signore, N… indegno diacono il prezioso, tutto santo e vivificante Sangue del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo, per la remissione dei miei peccati e la vita eterna.

Il sacerdote, facendogli sorbire tre volte dal Santo Calice, dice:
Si comunica a Te N… piissimo diacono, il prezioso, tutto santo e vivificante Sangue del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, per la remissione dei tuoi peccati e la vita eterna.

Dopo aver comunicato il diacono, il sacerdote dice:
Questo ha toccato le tue labbra, cancellerà le tue iniquità e ti purificherà dai tuoi peccati.

Il diacono quindi, mette le parti dell’Agnello e tutte le parti  nel Santo Calice e con la spugna pulisce bene, con rispetto e attenzione il Disco e l’Antiminsion, dicendo:

Contemplata la Resurrezione di Cristo, adoriamo il santo Signore Gesù, il solo senza peccato. La tua Croce o Cristo adoriamo e la tua santa Resurrezione inneggiamo e glorifichiamo. Tu sei infatti il nostro Dio, al di fuori di te, altro non conosciamo, il tuo nome proclamiamo. Venite fedeli tutti, adoriamo la santa Resurrezione di Cristo, Ecco, mediante la Croce è venuta la gioia al mondo intero. Benedicendo il Signore in ogni tempo, inneggiamo la sua Resurrezione. Sopportando infatti la Croce per noi, con la morte ha distrutto la morte.

Illuminati, illuminati, nuova Gerusalemme, la gloria del Signore sopra te è sorta. Danza ora ed esulta Sion, e tu tripudia, pura Madre di Dio, per la resurrezione del Figlio tuo.

Oh la tua divina, la tua dolcissima voce amica! Con verità hai promesso, o Cristo, che saresti rimasto con noi sino alla fine dei secoli. E noi fedeli esultiamo, possedendo quest’àncora di speranza.

O Pasqua grande, sacratissima, o Cristo. O Sapienza, Verbo e Potenza di Dio, donaci più chiara comunione con te nel giorno senza sera del tuo regno.

Lava, o Signore, con il tuo santo Sangue i peccati dei tuoi servi che qui sono stati ricordati. Per la intercessione della Madre di Dio e di tutti i tuoi Santi. Amen.

Il diacono, fatto un profondo inchino, prende dal sacerdote il Santo Calice con riverenza e timore e si reca alla Porta Regale che viene aperta e, sollevandolo, lo mostra al popolo, dicendo:

Con timore di Dio,
con fede e amore avvicinatevi!

Il coro: Amen.  Benedetto colui che viene nel nome del Signore.  Il Signore Dio è apparso a noi.

Quindi il sacerdote comunica i fedeli, dicendo a ciascuno:

Il servo (o la serva) di Dio N…, si comunica al prezioso e tutto santo Corpo e Sangue del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, per la remissione dei suoi peccati e la vita eterna.

Alla fine prima di rientrare nel Santo Altare, benedicendo con il Santo Calice, il sacerdote dice:

Salva o Dio il tuo popolo, e benedici la tua eredità.

Il coro: Benedirò il Signore in ogni tempo, per sempre la sua lode sulla mia bocca. Gustate e vedete un pane celeste e un calice di vita, poiché il Signore è buono. Alleluia. Alleluia. Alleluia.

Dopo che il sacerdote ha riposto il Santo Calice sulla Santa Mensa, il diacono dice: Innalza Signore.
Il sacerdote incensando tre volte, dice:
Innàlzati sopra i cieli o Dio, e su tutta la terra la tua gloria.

Il sacerdote dà al diacono il Santo Disco che lo trasporta all’altare della Preparazione e dice sottovoce:
Benedetto il nostro Dio.

Il sacerdote ad alta voce, mostrando il Santo Calice al popolo dalle Porte Regali, prima di riporlo sull’altare della Preparazione, dice:

In ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il diacono davanti alle Porte Regali, dice:

In piedi! Dopo aver partecipato ai divini, santi, immacolati, immortali, celesti, vivificanti, tremendi misteri di Cristo, rendiamo degne grazie al Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici o Dio con la Tua grazia.

Il coro: Kyrie, eléison.

Chiedendo che l’intera sera sia perfetta, santa, pacifica e senza peccato, affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il coro: A Te, Signore!

Il sacerdote recita una preghiera sottovoce:

Ti rendiamo grazie Salvatore, Dio di ogni cosa, per tutti i beni che ci hai concesso e per la partecipazione al santo Corpo e Sangue del tuo Cristo. Ti preghiamo, Sovrano amico degli uomini, custodiscici sotto la protezione delle tue ali e donaci, fino all’ultimo respiro, di partecipare degnamente ai tuoi santi misteri per l’illuminazione dell’anima e del corpo e per l’eredità del regno dei cieli.

E quindi, facendo il segno della croce col Vangelo sull’Antiminsion, dice:

Poiché Tu sei la nostra santificazione e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

CONGEDO

Il sacerdote, verso il popolo: Procediamo in pace.

Il coro: Nel Nome del Signore.

Il diacono: Preghiamo il Signore.

Il coro: Kyrie, eléison.

Il sacerdote esce dalle Porte Sante e guardando l’Icona di Cristo, dice:

Sovrano onnipotente, che hai ordinato con sapienza tutto il creato e che per la tua provvidenza ineffabile e tanta bontà ci hai condotti a questi santi giorni per purificare le anime ed i corpi, mortificare le passioni, per la speranza della resurrezione; Tu che, durante i quaranta giorni, hai scolpito sulle tavole le leggi con caratteri divini al tuo servo Mosè, concedi anche a noi, o buono, di combattere il buon combattimento, di compiere il corso del digiuno, di conservare immutabile la fede, di schiacciare le teste dei dragoni invisibili, di apparire vittoriosi del peccato e di poter giungere ad adorare, senza condanna, anche la tua resurrezione.
Poiché è benedetto e glorificato l’onorabilissimo e magnifico tuo nome, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen. Sia benedetto il Nome del Signore, da questo momento e per l’eternità. (tre volte).

Guardando verso la Preparazione, il sacerdote dice la ultima preghiera:

Signore Dio nostro che ci hai condotti a questi venerandi giorni e ci hai fatti partecipi dei tuoi santi e tremendi misteri, uniscici al tuo razionale gregge e rendici eredi del tuo regno, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Il diacono: Preghiamo il Signore.

Il coro: Kyrie, eléison.

Il sacerdote dalle Porte Regali, benedicendo il popolo, dice:

La benedizione del Signore e la sua misericordia, scendano su di voi per la sua grazia e per il suo amore per gli uomini, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen.

Il sacerdote: Gloria a Te o Cristo Dio, speranza nostra, gloria a Te!

Il lettore: Gloria...E ora e sempre...Kyrie, eléison (3 volte), Padre santo, benedici.

Il sacerdote:
Cristo nostro vero Dio,  per la intercessione della purissima ed intemerata Sua Santa Madre,  per la forza della preziosa e vivificante Croce, per la protezione delle venerande e celesti  Potestà  incorporee,  per le suppliche del venerato e glorioso Profeta e Precursore Giovanni Battista;  dei Santi gloriosi  Apostoli, degni di lode, dei nostri  Padri tra i Santi, i grandi gerarchi e maestri universali, dei santi gloriosi e vittoriosi Martiri, dei beati nostri Padri teofori, dei santi e giusti Progenitori di Dio Gioacchino ed Anna, (del nostro Santo... di cui celebriamo la memoria) e di tutti i santi, abbia pietà di noi e ci salvi, poiché è buono  e amico degli uomini.

Mentre il sacerdote consuma le Sacre Specie, il popolo recita i Salmi 33 e 144.

SALMO 33

Di David, quando mutò il suo volto davanti ad Avimèlech, che lo congedò ed egli se ne andò.

Benedirò il Signore in ogni tempo, sempre la sua lode sulla mia bocca.
Nel Signore si glorierà l'anima mia: ascoltino i miti e si rallegrino. Magnificate il Signore con me ed esaltiamo il suo nome tutti insieme. Ho cercato il Signore e mi ha esaudito e da tutte le mie peregrinazioni mi ha liberato.
Accostatevi a lui e siate illuminati; e i vostri volti non resteranno confusi. Questo povero ha gridato, e il Signore l'ha esaudito e da tutte le sue tribolazioni l'ha salvato. Si accamperà l'angelo del Signore intorno a quelli che lo temono e li libererà. Gustate e vedete che soave è il Signore: beato l'uomo che spera in lui. Temete il Signore, voi tutti suoi santi, perché nulla manca a quelli che lo temono. I ricchi sono divenuti poveri e affamati, ma quelli che cercano il Signore non saranno privati di alcun bene. Venite, figli, ascoltatemi: vi insegnerò il timore del Signore. Chi è l'uomo che vuole la vita e ama vedere giorni buoni? Fa cessare la tua lingua dal male e le tue labbra da parole di inganno. Distogliti dal male e fa’ il bene, cerca la pace e seguila.  Gli occhi del Signore sui giusti e le sue orecchie alla loro supplica, ma il volto del Signore contro chi fa il male per sterminare dalla terra il loro ricordo. Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. E' vicino il Signore ai contriti di cuore e salverà gli umili di spirito. Molte le tribolazioni dei giusti, ma da tutte li libererà il Signore. Custodisce tutte le loro ossa, neppure uno sarà spezzato. La morte dei peccatori è cattiva e quelli che odiano il giusto falliranno. Redimerà il Signore le anime dei suoi servi, e non falliranno tutti quelli che sperano in lui.

SALMO 144
Lode di David
Ti esalterò, mio Dio, mio re e benedirò il tuo nome in eterno e nei secoli dei secoli.

         Ogni giorno ti benedirò e loderò il tuo nome in eterno e nei secoli dei secoli. Grande è il Signore e degno di somma lode e la sua grandezza non ha confine. Ogni generazione loderà le tue opere e annunceranno la tua potenza. Parleranno della gloriosa magnificenza della tua santità e racconteranno le tue meraviglie. Diranno la potenza delle tue opere terribili e racconteranno la tua grandezza. Proferiranno il ricordo della tua bontà immensa ed esulteranno per la tua giustizia. Pietoso e misericordioso il Signore, longanime e ricco di misericordia. Dolce il Signore con quanti pazientano e le sue compassioni su tutte le sue opere. Ti confessino, Signore, tutte le opere tue e i tuoi santi ti benedicano. Diranno la gloria dei tuo regno e parleranno del tuo dominio, per far conoscere ai figli degli uomini il tuo dominio e la magnifica gloria del tuo regno. Il tuo regno è regno di tutti i secoli e la tua signoria si estende di generazione in generazione. Fedele il Signore in tutte le sue parole e santo in tutte le opere sue. Sorregge il Signore tutti quelli che cadono e rialza quanti sono abbattuti. Gli occhi di tutti in te sperano e tu dai il loro cibo nel tempo opportuno. Tu apri le tue mani e riempi ogni vivente del tuo beneplacito. Giusto il Signore in tutte le sue vie e santo in tutte le opere sue. Vicino è il Signore a tutti quelli che lo invocano, a quanti lo invocano con verità. Farà la volontà di quelli che lo temono, esaudirà la loro supplica e li salverà. Custodisce il Signore tutti quelli che lo amano e sterminerà tutti i peccatori. La mia bocca parlerà la lode del Signore e benedica ogni carne il suo santo nome in eterno e nei secoli dei secoli.   

Gloria… Alleluia (tre volte)

Alla fine, il sacerdote conclude:

Per le preghiere dei nostri santi Padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci.

Il coro: Amen.

Il sacerdote ed il diacono rientrano nel Santuario e all’Altare della Preparazione si comportano come di consueto.

 


 

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