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Il Sacro Monastero

IL MONACHESIMO ORTODOSSO

LA GIORNATA DEL MONASTERO

INIZIARE IL CAMMINO VERSO IL MONACHESIMO

IL MONASTERO DI SANTA BARBARA


          Montaner di Sarmede, in provincia di Treviso, è un piccolo paese alle pendici del Cansiglio. Da lì si apre un magnifico panorama che guarda tutta la pianura veneta, e quando le giornate lo permettono, è possibile che lo sguardo possa arrivare fino al campanile di San Marco a Venezia. Luogo di forte emigrazione nel passato, oggi il comune di Sarmede è conosciuto a livello nazionale e internazionale per tante iniziative culturali e per diversi siti di particolare interesse storico. La  frazione di Montaner è conosciuta anche per la presenza di una Chiesa e di un Monastero  Ortodosso femminile, posto sotto la giurisdizione della Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli.

          Il monastero per la sensibilità ortodossa è pari al santuario della sensibilità cattolica.  Questa realtà ha come primo compito quello dell’ospitalità verso tutti, secondo gli insegnamenti del Vangelo. Qui si ritrovano ortodossi, cattolici, non credenti o agnostici che vivono nel Nord-Est per trovare una parola di conforto ai tanti problemi della vita, certi di essere ascoltati e compresi.

          Le monache  appartenenti a diverse nazionalità, oltre ai propri compiti e alla preghiera, si dedicano a varie attività, prima tra le quali la pittura delle  Sante Icone, la creazione di rosari e di altri oggetti per la preghiera ed il culto.

          Ci sono varie esperienze ecumeniche, di contatto e amicizia con vari monasteri anche cattolici. Un grande spazio è dato  alla ricerca delle comuni radici cristiane e ai comuni Santi, che nelle terre dell’Italia Nord Orientale hanno rappresentato la cerniera tra Oriente e Occidente. Feltre, Grado, Aquileia, Venezia sono luoghi di incontro dell’Oriente coll’Occidente, di Santi, Reliquie e Icone.

          Nel marzo 2008 il Monastero ha ricevuto la visita del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeo I°, il Patriarca che  a Gerusalemme con Papa Francesco ha ricordato i primi cinquanta di dialogo ecumenico.

          Mentre tutti si stanno preparando al Santo Natale ormai prossimo, il 14 dicembre 2013,  un cortocircuito provoca un vasto e rovinoso incendio alla Chiesa e al Monastero. La Chiesa ne risulta  distrutta, le pitture sono perse, le icone annerite. Solo le Sante Reliquie lì custodite e la Icona miracolosa di Santa Barbara rimangono intonse. Sembra la fine, ma nessuno subisce danni, è già un miracolo.

          Viene fondato il Comitato “Amici del Monastero di Santa Barbara” per la ricostruzione della Chiesa e del Monastero. Si apre la campagna per la raccolta dei fondi denominata “10 EURO PER UN MATTONE”. Serviranno almeno 150.000 mattoni. E’ così che si crea la solidarietà tra gli uomini, una catena di amici e di amici degli amici, senza confini e senza limiti.

          La Chiesa e il Monastero saranno allora nuovamente il luogo di ritrovo, l’oasi di pace, un piccolo squarcio di mondo bizantino nell’Occidente, incastonato nella bellezza paesaggistica circostante. Un ponte culturale tra tante nazionalità, ognuna rispettosa delle peculiarità dell’altra. A ciascuno l’invito di essere partecipe a questa meravigliosa avventura spirituale e umana, con l’acquisto di almeno UN MATTONE. E’ un “voto” per ogni donatore, il cui nome sarà scritto per sempre nell’Altare della nuova Chiesa.

 

Prot. 191/2010

STATUTO

DEL SACRO MONASTERO EPARCHIALE DI SANTA BARBARA MEGALOMARTIRE

IN MONTANER DI SARMEDE

 

In base ai divini e sacri Canoni, della tradizione monastica della Chiesa Ortodossa e dello Statuto della Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta ed Esarcato dell’Europa Meridionale, è approvato dal Metropolita d’Italia e Malta ed Esarca dell’Europa Meridionale, il seguente Statuto del Sacro Monastero Eparchiale di Santa Barbara Megalomartire, in Montaner di Sarmede – Treviso – del Veneto.

CAPITOLO 1

Natura, dipendenza e nome

    Il Sacro Monastero Eparchiale di Santa Barbara Megalomartire, costituisce un insediamento spirituale di preghiera, ascesi e lavoro, nel quale vive una fraternità cristiana ortodossa di donne, dedicate a Dio ed impegnatesi a passare la loro vita in castità, povertà ed obbedienza alla Igumena e alla loro locale Autorità Ecclesiastica.
    Il Monastero dipende immediatamente dalla Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta ed Esarcato dell’Europa Meridionale, sita in Venezia e posta  canonicamente sotto il Patriarcato  Ecumenico di Costantinopoli, riconosciuta dal DPR del 16 Luglio 1998 come Persona Giuridica della Repubblica Italiana e si trova immediatamente sotto la sua giurisdizione canonica e amministrativa.
    Il Monastero costituisce una propria unità ecclesiastica, così denominata: “Sacro Monastero Eparchiale di Santa Barbara, il suo sigillo è tondo, recante in centro la icona di Santa Barbara, ed in giro la scritta:  “Patriarcato Ecumenico  – Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta – Sacro Monastero Eparchiale di Santa Barbara”.
    Il Monastero funziona in base  al presente Atto Statutario ed ai propri Regolamenti Interni, predisposti e al bisogno modificati dalla Sacra Arcidiocesi, in accordo con i Sacri Canoni e la tradizione monastica della Chiesa Ortodossa e approvati dal Patriarcato Ecumenico.

CAPITOLO  2

Scopi

    Scopo del Monastero, in accordo con la tradizione ascetica della Chiesa Ortodossa è la incessante dossologia al Dio Trino da parte delle sue monache, attraverso il modo cenobitico, le liturgie e le preghiere personali, la continua ascesi  e l’adempimento dei compiti monastici tradizionali.
    Il Monastero può, previa approvazione della Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta, fondare Metochia, ossia proprie dipendenze monastiche. Queste dipendono  relativamente al patrimonio e amministrativamente dal Monastero, ed in queste trascorrono la vita monache appartenenti esclusivamente ad esso.

Le attività e le competenze del Metochion sotto la guida di qualche responsabile del Monastero, sono stabilite dallo stesso Monastero principale. Qualche Metochion, appartenente al Monastero, può essere innalzato a Monastero autosufficiente solo con  previa decisione comune della stessa Fraternità e previa approvazione della Sacra Arcidiocesi, e fatta secondo le relative prassi canoniche.

    Il Monastero, essendoci i presupposti idonei , può – previa approvazione  della Sacra Arcidiocesi, fondare in esso e nei propri Metochia, centri educativi, caritatevoli e culturali, funzionanti sulla base di propri regolamenti, redatti dalla  Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta e da questa modificati secondo le necessità che si presentano e approvati prima della loro applicazione dal Patriarcato Ecumenico.

CAPITOLO 3

Giurisdizione canonica del Vescovo

Il Monastero si trova sotto la diretta giurisdizione del Vescovo locale, cioè  la  Sacra  Arcidiocesi di Italia e Malta ed Esarcato dell’Europa Meridionale, con sede in Venezia, appartenente canonicamente dal Patriarcato Ecumenico. Questi: A) consacra il Sacro Monastero, il Santo Tempio,le Cappelle e il suoi Metochia, così come i centri educativi, caritatevoli e culturali, eventualmente  soggetti ad esso. B) il suo nome viene commemorato  in tutte le Sacre Funzioni. C) esercita la più alta sorveglianza paterna e di protezione sul Monastero, presta attenzione al suo normale funzionamento secondo i Sacri Canoni e la tradizione  monastica della Chiesa Ortodossa; D) approva la elezione della Igumena e la insedia nella sua dignità da Igumena. E)  approva la tonsura delle monache; F)  si prende cura della vita ineccepibile di coloro che vivono nel Monastero, procede alla inchiesta  di eventuali infrazioni canoniche, decidendo in accordo a quanto stabilito dai Sacri Canoni. G) controlla la gestione economica del Monastero; H)  In casa di mancanza di monache e dopo la  approvazione del Patriarcato Ecumenico o unisce il Monastero con altro analogo o lo trasforma in Metochion di un altro Monastero, o in Monastero maschile, o in qualche centro  educativo, filantropico o culturale o lo mantiene di essere, stabilendo un consiglio di amministrazione di tre sacerdoti della Sacra Metropoli, o lo scioglie, assegnando le proprietà mobili ed immobili alle necessità della Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta, dopo la preventiva autorizzazione del Patriarcato Ecumenico.

CAPITOLO 4

Amministrazione

Della amministrazione del Monastero e del potere esecutivo di occupa la Igumena con il Consiglio dell’Igumenato. Questo è formato dalla Igumena in qualità di Presidente, e di due monache come consigliere. La Igumena, eletta dalla Fraternità, e esercitando la sua funzione  a vita, ha la diretta sorveglianza spirituale sulla Fraternità del Monastero. La stessa rappresenta il Monastero davanti a terzi, ha il rapporto diretto con la totalità dei membri della Fraternità e con la Sacra Metropoli, alla quale sottopone ogni anno, per la approvazione, una relazione sulle assemblee, un programma di attività per l’anno seguente, così come il bilancio economico preventivo e consuntivo del Monastero. Per quanto riguarda la elezione, la situazione, le funzioni, le dimissioni etc. della Igumena, come per ogni tema  afferente alla amministrazione del Monastero sono fissate al dettaglio nel Regolamento Interno, approvato prima della sua applicazione dal Patriarcato Ecumenico.

2. Nel caso in cui  si sia resa vacante il posto di Igumena, ed il Monastero conti meno di tre monache, la Igumena viene scelta dal Metropolita tra le monache presenti e designata dallo Stesso.

CAPITOLO 5

Monache novizie

    La monaca novizia porti comunque il necessario, sia nubile e abbia una età di almeno 18 anni o se vedova senza figli o con figli, questi abbiano almeno compiuto i 18 anni. Se è sposata abbia il consenso scritto del suo marito, sottoscritto davanti al Metropolita e convalidato da un Notaio, essendo sempre valido il relativo obbligo riguardo alla età dei figli. La accettazione e l’allontanamento di una novizia sono lasciate   alla competenza del Consiglio dell’Igumenato,  convalidata  poi anche dalla Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta.
    La preparazione di una novizia dura tre anni, obbligatoriamente fino al compimento del 21° anno di età. In circostanze eccezionali , previste dai Sacri Canoni, il tempo di preparazione può anche essere accorciato. Durante il tempo della preparazione, la monaca novizia deve immancabilmente anche risiedere stabilmente nel Monastero.

CAPITOLO 6

Permessi canonici delle monache

    La monaca risiede stabilmente nel Monastero. Può tuttavia chiedere un permesso canonico di assenza dal Monastero, la quale è accordato, col consenso del Consiglio dell’Igumenato, dalla Igumena del Monastero.
    Una monaca può tuttavia  richiedere la licenza canonica per lasciare il Monastero, il quale le è concesso, se sussistono motivi sufficienti, dal Metropolita, con il consenso sia del Consiglio dell’Igumenato, quanto dal Vescovo, al quale appartiene il Monastero, nel quale la monaca che se ne è andata,  desidera in seguito restare come monaca.
    Il permanere di una monaca fuori del Monastero, senza permesso canonico  o oltre il tempo concesso per restarvi, questa incorre nei provvedimenti previsti dai Sacri Canoni. In questi casi viene data dalla Igumena la pena di persuasione, ma in caso di insuccesso, la questione viene rinviata al parere della Sacra Arcidiocesi, la quale decide al riguardo.

CAPITOLO 7

Gestione economica

    Il Monastero, stabilito, in accordo ai Sacri Canoni ed alla tradizione monastica della Chiesa, promessa la mancanza di beni da parte delle monache ed essendo pertanto prive di beni, funziona come cenobio,  e considera tutto il proprio patrimonio, come patrimonio ecclesiastico.
    Il Consiglio dell’Igumenato deve anche, almeno un mese prima dei voti monastici di una novizia,  portarla a conoscenza ufficialmente e per lettera che dopo i voti monastici, l’eventuale suo patrimonio viene trasferito al Monastero e che solo fino ai voti la stessa ne può disporre liberamente.
    I Redditi del Monastero entrano dal lavoro delle monache, da contributi volontari e doni da parte di privati ed organismi, da proprie entrate di rendite e da altre attività legittime e mezzi. Questi sono amministrati dal Consiglio dell’Igumenato per il sostentamento delle monache, la copertura e per ogni genere di necessità e di scopi del Monastero, come anche per ogni altra cosa della Chiesa, secondo quanto indicato nel Regolamento Interno del Monastero.
    Per il fatto della sua dipendenza spirituale e canonica dalla Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta ed Esarcato dell’Europa Meridionale e della sua compartecipazione alla vita della Chiesa, il Sacro Monastero si preoccupa circa l’invio ogni anno della dovuta colletta alla Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta.
    L’anno economico del Monastero inizia il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno. Il Monastero sottopone annua

lmente ed entro il mese di gennaio di ciascun anno il proprio  bilancio preventivo e consuntivo per la approvazione da parte della Sacra Arcidiocesi, che può procedere alla modifica del bilancio preventivo variando i capitoli di spesa riportati in esso, o introducendo voci non previste, sempre comunque dentro i confini dello stesso bilancio preventivo.

CAPITOLO 8

Disposizioni ultime

    E’ vietato in qualsiasi modo il pernottamento di laici, uomini e donne,  eccetto che per la ospitalità dei pellegrini, nella foresteria dedicata, lontano dalla casa ove vivono le monache.
    Nel caso in cui la Igumena o parte delle sorelle del Monastero, o nella loro interezza vogliano allontanarsi dalla competente Autorità Ecclesiastica, cioè dalla Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta ed Esarcato dell’Europa Meridionale con sede in Venezia, e dipendente dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli , le monache che defezionano incorrono nelle pene canoniche previste dai Sacri Canoni. In tale situazione la amministrazione del Monastero passa  sotto la Sacra Arcidiocesi, la quale, in collaborazione con le rimanenti monache fedeli, si prende cura della continuazione del normale funzionamento del Monastero, in accordo col presente Atto Statutario e  col proprio Regolamento Interno. Nel caso che vi sia la defezione dell’intero corpo delle monache dalla Sacra Arcidiocesi, questo funziona secondo quanto previsto dal paragrafo H) del Capitolo 3).
    Quanto non previsto dalla presente Carta Statutaria e dai Regolamenti interni del Monastero, viene disciplinato secondo le decisioni del Metropolita, in accordo con le leggi dello Stato Italiano.

Nella Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, il 24 marzo 2010

+ Metropolita Gennadios

Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta

Ed Esarca dell’Europa Meridionale

 

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