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La Chiesa Ortodossa

I Concili Ecumenici

Le regole del Digiuno

 

LA CHIESA ORTODOSSA


1. La Chiesa Ortodossa, essendo la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, nella sua profonda autocoscienza ecclesiastica crede fermamente che essa occupa un posto centrale nelle questioni relative alla promozione dell'unità dei cristiani nel mondo contemporaneo.

2. La Chiesa Ortodossa fonda la sua unità sul fatto che è stata fondata dal nostro Signore Gesù Cristo, sulla comunione nella Santa Trinità e nei sacramenti. Questa unità si manifesta attraverso la successione apostolica e la tradizione patristica e vive in essa fino ad oggi. La Chiesa Ortodossa ha la missione e il dovere di trasmettere e proclamare tutta la verità, contenuta nella Sacra Scrittura e nella Santa Tradizione, la quale dona alla Chiesa anche il suo carattere universale.

(Da "Relazioni della Chiesa Ortodossa con il resto del mondo Cristiano" - Santo e Grande Concilio)

 

La Chiesa Ortodossa manifesta l’unità e la sua cattolicità in Concilio. La sinodalità anima la organizzazione, il modo con cui si prendono le decisioni e viene stabilito il suo cammino.  Le Chiese Ortodosse Autocefale non costituiscono una federazione di Chiese ma la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Ogni Chiesa locale, che offre la Divina Eucarestia è la presenza in un luogo della rivelazione della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica. 

(da: Messaggio del Santo e Grande Concilio)

 

La Chiesa: Corpo di Cristo, Icona della Santa Trinità                                                     

1.La Chiesa una, santa, cattolica e apostolica è una comunione Divino-Umana della Santa Trinità, assaggio e vita delle Cose Ultime nella Divina Eucarestia e rivelazione della gloria delle cose future, come anche una continua Pentecoste, una voce profetica inestinguibile nel mondo, presenza e testimonianza “del regno di Dio, che viene con potenza” (Mc. 9,1). La Chiesa come Corpo di Cristo “raccoglie” (Mt. 23, 37) attorno a Lui, trasforma e impregna il mondo con “acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv.4,14).

2. La tradizione apostolica e patristica, conforme alle parole istitutive del Signore e fondatore della Chiesa durante l’Ultima Cena con i suoi discepoli attraverso il mistero della Divina Eucarestia, ha presentato la caratterizzazione della Chiesa come “corpo di Cristo” (Mt. 26,26; Mc. 14, 22; Lc. 22,19; 1 Cor. 10, 16-17; 11,23-29) e la ha collegata sempre al mistero della incarnazione del Figlio e Logos di Dio, per opera dello Spirito Santo e di Maria Vergine. Con questo spirito, è stato sempre posto l’accento sulla relazione indissolubile tanto con l’intero mistero della Divina Economia in Cristo, in rapporto al mistero della Chiesa, quanto anche con il mistero della Chiesa in rapporto al mistero della Divina Eucarestia, la quale è vissuta continuamente nella vita sacramentale della Chiesa, attraverso l’energia dello Spirito Santo. La Chiesa Ortodossa, fedele alla unanime Tradizione Apostolica ed esperienza sacramentale, costituisce l’autentica continuazione della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, come viene confessato dal Simbolo di Fede  e come è attestato dall’insegnamento dei Padri della Chiesa. Così sente maggiore la sua responsabilità non solo per l’ autentico modo di vivere della sua esperienza nel corpo ecclesiastico, ma anche per la testimonianza degna di fede della verità, in tutti gli uomini.

3. La Chiesa Ortodossa, nella sua unità e cattolicità, è la Chiesa dei Concili, secondo il Concilio degli Apostoli a Gerusalemme (Atti 15, 5-29), fino ad oggi. La Chiesa è per se stessa Concilio, fondata da Cristo e guidata dallo Spirito Santo, in accordo col detto apostolico: “Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi” (Atti 15,28). Attraverso i Concili Ecumenici e Locali, la Chiesa ha annunciato ed annuncia il mistero della Santa Trinità che si è manifestato con l’incarnazione del Figlio e Logos di Dio. L’attività sinodale continua nella storia ininterrottamente con i sinodi posteriori, di valore universale, come per esempio il Grande Concilio sotto il Grande Fozio, Patriarca di Costantinopoli (879-880) e i Grandi Sinodi, convocati sotto San Gregorio Palamas (1341, 1351, 1368) attraverso i quali è stata affermata la stessa verità di fede, in modo particolare riguardo alla processione dello Spirito Santo e riguardo alla partecipazione dell’uomo alle divine energie increate. Inoltre anche con i Santi e Grandi Sinodi di Costantinopoli degli anni 1484 per confutare il concilio unionistico di Firenze (1438-1439, degli anni 1638, 1642, 1672 e 1691 per confutare le dottrine protestanti. Come anche dell’anno 1872 per la condanna dell’etnofiletismo come eresia ecclesiologica.

4. La santità dell’uomo non viene compresa al di fuori del corpo di Cristo, “che è la Chiesa” (Ef. 1,23). La santità sgorga dal solo Santo. E’ partecipazione dell’uomo alla santità di Dio, nella “comunione dei santi”, come viene proclamato nella esclamazione del sacerdote durante la Divina Liturgia: “Le Cose Sante ai Santi” e nella risposta dei fedeli: “Uno il Santo, uno è il Signore, Gesù Cristo, a gloria di Dio Padre. Amen”. Con questo spirito San Cirillo di Alessandria sottolinea che Cristo: “Essendo prima santo per natura, come Dio (…) è santificato in noi nello Spirito Santo (…) Lo stesso (Cristo) è stato costituito per noi e non per se stesso, in modo che da lui e in lui, che per primo ha ricevuto la santificazione,  la grazia di essere santificato per primo, può passare a tutta la umanità” (Commentario al Vangelo di Giovanni 11, PG 74,548).

Di conseguenza, secondo San Cirillo Cristo è la nostra “persona comune”, attraverso la ricapitolazione nella sua propria umanità dell’intero genere umano “poiché tutti eravamo in Cristo e la persona comune dell’umanità in lui rivive” (Commentario al Vangelo di Giovanni 11, PG 73, 157-161) poiché è anche la sola fonte della santificazione dell’uomo nello Spirito Santo. Con questo spirito la santità è partecipazione dell’uomo tanto al mistero della Chiesa, quanto ai suoi sacri sacramenti, con   la Divina Eucarestia al centro, la quale è “sacrificio vivente, santo e gradito a Dio” (Rom. 12,1). “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati” (Rom. 8, 35-37) . I santi incarnano la identità escatologica della Chiesa, come dossologia perenne davanti al trono terrestre e celeste del “Re della gloria” (Sal.23,7), raffiguranti il Regno di Dio.

5. La Chiesa Cattolica Ortodossa è composta da quattordici Chiese Autocefali locali, riconosciute in modo pan-ortodosso. Il principio della autocefalia non può funzionare a scapito del principio della cattolicità e dell’unità della Chiesa. Riteniamo dunque che la creazione delle Assemblee Episcopali nella Diaspora Ortodossa, formate da tutti i vescovi riconosciuti come canonici, e che in ogni area sono nominati dalle rispettive assemblee, e che continuano a rimanere sotto le giurisdizioni canoniche, dalle quali oggi dipendono, costituisce un passo positivo verso la direzione della loro organizzazione canonica, mentre il loro conseguente funzionamento è garanzia del rispetto del principio ecclesiologico della sinodalità.

(da: Enciclica del Santo e Grande Concilio)

Le 14 Sante Chiese Ortodosse Autocefale, canonicamente riconosciute:

Bartolomeo I dal 1991 è il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Primus inter pares tra i Patriarchi

 

a.) Patriarcati dell'antica pentarchia

Costantinopoli (Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli)

Alessandria (Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria e di tutta l'Africa)

Antiochia (Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l'Oriente)

Gerusalemme (Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme e di tutta la Palestina)

a..) Patriarcati moderni

Patriarcato di Mosca e di tutte le Russie (Chiesa ortodossa russa)

Patriarcato di Pec e di tutta la Serbia (Chiesa ortodossa serba)

Patriarcato di Bucarest e di tutta la Romania (Chiesa ortodossa romena)

Patriarcato di Sofia e di tutta la Bulgaria (Chiesa ortodossa bulgara)

Catholicosato di Tiblisi e di tutta la Georgia (Chiesa ortodossa georgiana)

a...) Altre Chiese nazionali autocefale

Chiesa ortodossa di Cipro

Chiesa ortodossa greca

Chiesa ortodossa polacca

Chiesa ortodossa albanese

Chiesa ortodossa ceca e slovacca

 

b.) Chiese autonome:

Chiesa ortodossa in America (autocefalia accordata dal patriarcato di Mosca ma non accettata dal patriarcato ecumenico di Costantinopoli)

Chiesa ortodossa del Monte Sinai (sotto il patriarcato di Gerusalemme)

Chiesa ortodossa finlandese (sotto il patriarcato di Costantinopoli)

Chiesa ortodossa apostolica estone (sotto il patriarcato di Costantinopoli) (autonomia accordata dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli ma non riconosciuta dal patriarcato di Mosca)

Chiesa ortodossa giapponese (Chiesa autonoma sotto il patriarcato di Mosca)

Chiesa ortodossa estone (Chiesa semi-autonoma sotto il patriarcato di Mosca)

Chiesa ortodossa ucraina (Chiesa autonoma sotto il Patriarcato di Mosca)

Arcivescovado ortodosso di Ocrida (Chiesa autonoma sotto il Patriarcato di Serbia)

 

c.) Chiese non riconosciute canonicamenete:

Chiesa Ortodossa Ucraina-Patriarcato di Kiev

Chiesa Ortodossa Autocefala Ucraina

Chiesa Ortodossa Macedone

 

d.) Chiese scismatiche:

Chiesa Ortodossa dei Vecchi Credenti in Russia

Chiesa Ortodossa dei Vecchi credenti in Romania

Chiese Vecchio-calendariste di Grecia, Romania e Bulgaria

Chiesa Ortodossa del Montenegro

Chiesa Ortodossa autocefala di Bielorussia

 

I PRIMATI DELLE CHIESE ORTODOSSE

- BARTOLOMEO, Arcivescovo di Costantinopoli, Nuova Roma e Patriarca Ecumenico.

- TEODORO II, Papa e Patriarca della Grande Città di Alessandria, di Libia, Pentapoli, Etiopia e di tutta la terra d'Egitto e di tutta l'Africa, Padre dei Padri, Pastore dei Pastori,  Vescovo dei Vescovi, decimo terzo degli Apostoli e Giudice dell'Ecumene.

- GIOVANNI X, Patriarca della Grande Città di Dio di Antiochia, Siria, Arabia, Cilicia, Iberia e Mesopotamia e di tutto l'Oriente.

- TEOFILO III, Patriarca della Santa Città di Gerusalemme e di tutta la Palestina, Siria, Arabia, Pera del Giordano, Cana di Galilea e di Santa Sion.

- CIRILLO, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

- IRINEO, Arcivescovo di Pec', Metropolita di Belgrado e Karlovac' e Patriarca di Serbia.

- DANIELE, Arcivescovo di Bucarest, Metropolita di Ungrovalacchia e Patriarca di Romania e Luogotenente del Trono di Cesarea di Cappadocia.

- NEOFITO, Metropolita di Sofia e Patriarca di tutta la Bulgaria.

- ELIA II, Arcivescovo di Mtskheta e Tbilisi e Catholicos Patriarca di Tutta la Georgia e metropolita di Bichvinta e di Sukhumi-Abcasia.

- CRISOSTOMO II, Arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro.

- GERONIMO II, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia.

- SABBA, Metropolita di Varsavia e di tutta la Polonia.

- ANASTASIO, Arcivescovo di Tirana, Durazzo e di tutta l'Albania.

- RASTISLAV, Arcivescovo di Presov e di tutta la Cechia e la Slovacchia.

 

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